Ho smesso di piangere

Ho smesso di piangere
Quello non era certo il momento migliore per sentirsi così, quel giorno a pranzo Veronica avrebbe dovuto incontrare un suo fan che aveva vinto ad una sorta di riffa la possibilità di trascorrere qualche ora con la sua attrice comica preferita. La notte precedente Veronica si era svegliata intorno alle due con la sensazione di avere la febbre altissima e dolori ovunque, persino il lenzuolo che le sfiorava la pelle era una tortura. La sensazione di nausea e i dolori all’addome non l’avevano abbandonata neppure il giorno successivo, rendendo un incubo sia il pranzo che la ripresa della tournée bolognese la sera stessa. Un medico frettoloso aveva diagnosticato una semplice influenza, si trattava invece di una tiroidite che stava per presentare il suo conto stravolgendo la vita di Veronica. Nel giro di pochi mesi tra turbe ormonali, pellegrinaggi da un medico all’altro, terapie farmacologiche e psicologiche per Veronica si apre un baratro depressivo da cui solo la fidatissima e preziosa amica Giordana cerca di tirarla fuori, non perdendosi mai d’animo e trovando dei medici che possano occuparsi davvero della sua patologia andando oltre il loro ego e superando il fatto che si tratti di una famosa attrice italiana…
Veronica Pivetti, non solo attrice ma anche doppiatrice e conduttrice radiofonica e televisiva di successo, non perde la sua verve nonostante quello che ci racconti sia il lungo e difficile  viaggio di una donna che si trova ad affrontare un periodo  particolarmente buio della propria esistenza. Con coraggio ci racconta della Veronica che ingrassa a dismisura e deve difendersi dagli “attacchi” dei condomini che criticano i suoi chili di troppo e un taglio di capelli sbagliato, della truccatrice diventata abilissima a rifarle il trucco devastato dalle lacrime all’inizio di ogni nuova scena da girare, condivide con i lettori l’assurdità di una patologia  depressiva di cui sembra di doversi vergognare, come se solo le malattie che colpiscono il fisico abbiano una dignità. Quella che ci racconta è una storia che vale la pena di leggere perché potrebbe essere la storia di ognuno di noi, raccontata con ironia nonostante in quegli interminabili mesi il sorriso fosse proprio sparito lasciando spazio ad un’apatia devastante che minava costantemente il suo quotidiano.  Un libro coraggioso che è anche un inno all’amicizia sia tra esseri umani che tra uomini e cani, figure fondamentali con la loro silenziosa e disinteressata presenza, un inno all’importanza di condividere anche storie difficili da raccontare come questa, che possono diventare risorse per la vita di chiunque. 

 

 

 

 
 
 
 
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