Ho sposato una vegana

Ho sposato una vegana
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Quelli che erano bambini negli anni Settanta l’aggettivo “vegano” lo associano subito ad alieni brutti e cattivi provenienti dal pianeta Vega, nemici giurati di Goldrake, il robot gigante guidato da Actarus che combatte contro il male. Ma se un vegano ti si rivela nelle forme femminee di una finalista al concorso per Miss Mondo e promette di salvarti la vita normalizzando i valori di colesterolo, glicemia e trigliceridi a colpi di tofu, seitan e tempè e scongiurando un infarto letale precoce, beh, allora vale la pena farsi conquistare dai vegani! Claudia è una vegana, ma più che da Vega sembra che provenga da Venere e l’evidenza estetica non è sfuggita a Fausto, determinato come mai nel convincere Claudia a uscire insieme a lui. Il primo appuntamento si rivela un quasi disastro; lui invita lei in un ristorante da gourmet nel centro di Roma, impreziosito dagli effluvi dei prosciutti e delle caciotte che pendono dal soffitto, quando nel bel mezzo della cena lei rivela a lui di essere vegana: “Ma vegana vegana?” è l’imbarazzata reazione mista a delusione di Fausto. Del resto, c’è poco da stupirsi e il modo di alimentarsi dei vegani è una continua scoperta, che richiede sacrificio e motivazione. Quest’ultima a Fausto non manca di certo e deciso a fare colpo su Claudia, ottiene una seconda chance, che si risolve in un game over per lui e a seguire, un terzo appuntamento, a casa di lei e tra batata che non sa di patata, pudding d’avena e maka, alla fine, ci scappa finalmente un bacio. La passione monta e Fausto si prepara ai preliminari quando… “Hai con te le analisi del sangue?” chiede lei a bruciapelo. La musica sfuma sulle note stonate e ogni eccitazione si smorza. È la fine? No, è l’inizio della fine…

Fausto Brizzi è regista, sceneggiatore e produttore oltre che scrittore, già autore di due romanzi. Il suo film d’esordio, Notte prima degli esami, ha vinto numerosi premi ed è stato campione d’incassi nel 2006. Le tragicomiche avventure di Fausto, innamorato pazzo alla conquista di un’integralista della vita sana e della dieta vegana sono il brillante racconto di “una storia vera, purtroppo”, come il sottotitolo del libro preannuncia e precisa. Costruito come un racconto autobiografico, l’opera di Brizzi esce fuori dai confini del genere per diventare un saggio su un fenomeno contemporaneo come l’ossessione per la dieta sana ed eticamente corretta. Il libro è una divertente analisi di due visioni del mondo, distanti ma non per questo incapaci di dialogare fra loro, almeno per quel che riguarda l’alimentazione. La penna di Brizzi scorre fluida e senza intoppi, diletta e inquieta, facendo proprio il motto “castigat ridendo mores”.


LEGGI L’INTERVISTA A FAUSTO BRIZZI


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