Holden & company

Holden & company

Jerome D. Salinger compone un romanzo nel quale mette in scena, forse per la prima volta nella storia della letteratura americana, la contrapposizione del singolo a una collettività fortemente ipocrita e conformista che fa di tutto per schiacciare l’esistenza individuale appiattendola sulla falsariga di modelli stereotipati. Ogni estro, diversità o particolarità sono bandite, sacrificate sull’altare dell’omologazione. Michael Chabon fornisce un’inusitata ma sorprendente definizione di “intrattenimento” quale genere letterario inteso come risultato dell’incontro degli interessi personali del lettore con la pagina di letteratura sottoposta alla sua attenzione. Qualcosa, dunque, di molto diverso dal concetto di evasione e di leggerezza cui siamo abituati a pensare. Edmund Wilson Regrets sceglie uno stile di vita esattamente antitetico a quello in voga oggigiorno, lontano dalle luci della ribalta e dal puro esibizionismo narcisistico dell’autore che sceglie di mettere avanti alla propria opera sé o il proprio personaggio. Kent Haruf dimostra come l’antieroismo possa diventare il nuovo emblema della modernità, qualcosa di bramato dal pubblico dei lettori che sempre più sono interessati a una rappresentazione oggettiva e asciutta della normalità e della semplicità. La letteratura dunque diventa narrazione della vita di ognuno di noi, senza massimalismi o esagerazioni, senza stereotipare o raccontare di vite borderline. Elizabeth Hardwick critica aspramente le recensioni letterarie in quanto prive di attrattiva per il lettore a causa della loro monotona propensione all’elogio, senza trovare invece il coraggio di criticare e smontare realmente un testo letterario…

Sono questi solo alcuni degli autori e degli argomenti, desunti dalla letteratura americana, di cui si occupa Luca Pantarotto, classe 1980, autore ed esperto di comunicazione digitale e bibliofilo incallito, nel suo Holden & company. Peripezie di letteratura americana da J. D. Salinger a Kent Haruf. La genesi di questa raccolta di brevi saggi e articoli inerenti alla letteratura americana è estremamente singolare, provenendo infatti dalla produzione dell’autore in qualità di blogger tra il 2013 e il 2015. Pantarotto si è occupato, proprio in quegli anni e in anonimo, di curare il blog “Holden & Company” nel quale ha dato espressione alle proprie riflessioni sulla letteratura americana, sui personaggi e sulle opere più significative del panorama recente e passato. L’opera in questione coglie nel segno per la capacità di sintesi rispetto a questioni di critica letteraria anche molto complesse e dibattute e allo stesso tempo sa incuriosire per l’umanità colta nelle opere e nei profili esistenziali dei numerosi autori analizzati. E, infatti, oltre quelli già menzionati Pantarotto tocca tutti i più grandi scrittori che hanno dato il loro contributo nella costruzione del mito del Grande Romanzo Americano: da Philipp Meyer a Stephen King passando per Philip Roth. Un affresco del panorama letterario americano tra contraddizioni, evoluzioni e tentativi di superare se stessi. Un’opera che risulta certamente di estremo interesse per i già esperti e gli amanti di letteratura americana nonché utile ai profani per avvicinarsi a una realtà complessa e variegata che merita un sapiente faro in grado di far luce sul tortuoso cammino.



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