Hotel New Hampshire

Hotel New Hampshire

In principio fu l’orso. Già, proprio un orso. Quando un tipo soprannominato Freud, in quanto austriaco ed ebreo, si presentò qui nel New Hampshire con un orso al guinzaglio mio padre non ebbe dubbi e lo acquistò assieme a una motocicletta Indian del 1937. Era l’estate del 1939. Il mio vecchio era un uomo brillante e una piccola cittadina coma Dairy gli andava stretta tanto che dopo le superiori venne addirittura ammesso ad Harvard, con grande sbigottimento di parenti, vicini e amici: non male per il figlio dell’allenatore della squadra pre-universitaria locale. E poi c’era l’albergo, dal nome poco originale e dalla clientela stramba: il New Hampshire Hotel; un marchio di fabbrica e un modo di vivere che ci avrebbe accompagnati per tutta la vita …

Con le loro storie nascoste dietro le porte numerate e gli infiniti segreti intrappolati tra le lenzuola gli alberghi sono da sempre luoghi di suggestioni letterarie e cinematografiche, dal demoniaco Overlook Hotel di Shining al Million Dollar Hotel dell’omonimo film di Wim Wenders. John Irving, autore statunitense noto ai più per Le regole della casa del sidro, si serve del New Hampshire Hotel per aprire una finestra sulla vita della famiglia Berry, una famiglia composta da gente per bene che cerca di tenere dritta la barra del timone tra le onde di una vita ricca di avvenimenti più o meno lieti. Narrato in prima persona dal terzo figlio dei Berry, il romanzo segue le vicende dei protagonisti con partecipazione e delicatezza, prestando attenzione all’evoluzione psicologica di ognuno dei personaggi, i quali affronteranno un percorso di crescita attraverso le avversità e il dolore derivante dalla perdita degli affetti. La parabola della famiglia Berry si consuma tra Dairy e Vienna (dove avrà sede il “secondo” Hotel New Hampshire) e l’autore si mostra abilissimo anche nel ritrarre con espressionistica verve gli umori anarcoidi della capitale austriaca nel periodo post-bellico. Menzione a parte per la clientela dell’hotel, sempre bizzarra e sopra le righe. Che si tratti di stravaganti individui con orsi al guinzaglio, nani del circo, prostitute o contestatori bramosi di rivoluzione poco importa: c’è sempre qualcosa da imparare, o quantomeno c’è da divertirsi. Vi auguro una felice permanenza al New Hampshire Hotel.

 


 

 

 

 

 
 
 
 

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