The Hunter

The hunter
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Antonella Morganti, titolare insieme con il marito Lamberto Ferranti di una casa di moda, nel corso di uno dei suoi consueti soggiorni invernali a Casere, viene rivenuta cadavere lungo un sentiero adiacente ai boschi della Val Pusteria, dove i silenzi eterni della montagna vengono frequentemente squarciati dai colpi di fucile prodotti dai numerosi cacciatori presenti nella zona. Il trentacinquenne commissario Nick Renzi, appena trasferito a Brunico da Roma - dove le sue indagini relativa all’uccisione di una squillo d’alto bordo erano ormai sul punto di coinvolgere un personaggio molto influente – mostra fin da subito di non credere ad un incidente venatorio. La distanza estremamente ravvicinata da cui è stato esploso il colpo di fucile che ha trapassato il corpo della donna, la posizione del corpo, il ritrovamento del cadavere in un luogo che non sembra essere stato teatro dell’avvenimento, lo inducono a cercare piuttosto i moventi e l’identità di un probabile assassinio. Dieci anni prima la testimonianza della donna era stata fondamentale nell’individuazione e nell’arresto di Frieder Mair, accusato di aver investito e ucciso il promettente giocatore di hockey su ghiaccio Gregor Huber, guidando in stato di ebbrezza. Dopo tre anni di carcere Mair, che si è sempre dichiarato innocente, si trova ora in libertà ed è il principale indiziato. Ma Antonella aveva in piedi anche una causa giudiziaria con una griffe concorrente. Senza contare che l’esame autoptico ha rivelato che il suo corpo conteneva tracce di sperma non appartenenti al marito...
All’Armando Curcio editore va riconosciuto il merito di aver favorito l’incontro tra i lettori italiani e Gioia Hooper, qui al suo terzo noir mentre il quarto è già in corso di stampa. Non è facile stabilire con certezza da dove provenga il fascino sottilissimo della scrittrice californiana. La sua è una cifra stilistica priva di ogni compiacimento effettistico, che mira con pochi ma elementari colpi di pennello a disegnare uno sfondo in cui l’esperienza della lettura si colloca con stupefacente naturalezza. Forse la capacità di andare, attraverso un fraseggio scarno ed essenziale, al cuore della situazione. Oppure la mescolanza armonica di agile e divertente creatività, che accende nel lettore il desiderio di calarsi nelle vicende del racconto. Forse lo stile fresco, piacevole, coinvolgente di una scrittura che diffonde leggerezza e piacevolezza tra luci e strappi feroci è l’origine del fascino. Ma non basta neppure questo. Probabilmente il fascino proviene dal fatto che sia possibile leggere un noir come se fosse una storia di profondità umane, in cui la capacità di utilizzare una veste agile ed essenziale non esclude la possibilità di scolpire il profilo tenero e avvincente di un commissario goffo ma arguto. E di incrociare il suo destino con quello di Larissa, la ex-fidanzata di Gregor, che ora conduce vita appartata in una baita illustrando libri e disarmando le trappole per animali disseminate dai bracconieri.

 

 

 

 
 
 
 
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