I 101 più importanti personaggi... che non sono mai vissuti

I 101 più importanti personaggi... che non sono mai vissuti
Personaggi che sembrano non avere nessun legame gli uni con gli altri, in realtà pilastri che stanno alla base della nostra cultura. Non quella che si forma fra gli scaffali di una biblioteca, ma quella che si respira nell’aria e che più o meno consciamente assimiliamo e trasudiamo. Personaggi della mitologia, del folklore, della televisione, della letteratura ma anche della pubblicità, sono i nuovi eroi della nostra tradizione, quelli che un antropologo non disdegnerebbe a definire “i miti fondanti della nostra realtà”. Ed ecco così comparire affianco a Prometeo Buffy l’acchiappavampiri; Marlboro Man e Dracula accanto allo zio Tom e a King Kong; Don Chisciotte che si contende il titolo del “più popolare” battendosi con il capitano Kirk di Star Trek e Dorothy del mago di Oz. Poi ci sono i classici, e fra Topolino e Betty Boop incontriamo anche Perry Mason, Robin Hood e Amleto...
Che siano esistiti o no non è importante, perché - affinché si possa dire “reale” un personaggio - la sola cosa che importa è il suo contributo all’interno della società. E che ci piaccia o meno i personaggi di questo libro hanno avuto un ruolo determinante nel fondare i valori che caratterizzano la cultura in cui siamo immersi. Gulgielmo Tell, ad esempio, beniamino ed eroe nazionale svizzero, rappresenta l’indipendenza che il suo paese d’origine ha voluto sempre dimostrare al mondo intero. Nella sua sfida al re è nascosta non la tracotanza dell’orgoglio, ma la dimostrazione che nulla avrebbe potuto piegarlo al volere altrui. Forse non tutti sanno che il famoso arciere aveva con sé un’altra freccia oltre a quella che colpì la mela sulla testa del figlio. Interrogato sul motivo di una freccia di riserva, l’eroe dall’infallibile mira rispose: “Quest’altra sarebbe servita a colpire il re, qualora avessi sbagliato”. Di Babbo Natale ad esempio qualcuno si è mai chiesto perché sia vestito di rosso? Ecco allora la spiegazione ricavata dalla sua biografia. Babbo Natale è in realtà San Nicola di Bari, un ricco aristocratico cresciuto con i principi cristiani, che decise di regalare tutto quello che aveva ai poveri prima di diventare vescovo. Forse oltre ai principi cristiani Nicola è anche emblema di quella solidarietà tipica dei comunisti e forse, azzardano gli autori, è per questo che lo si ricorda vestito di rosso e con la folta barba di Marx. Lo zio Sam, il più famoso reclutatore di giovani aspiranti marines, pare essere esistito veramente. Si trattava di un impaccatore di carne di nome Samuel Wilson, che nel 1812 riforniva l’esercito statunitense con abbondanti carichi di carne in barattolo. Tanto che i soldati cominciarono a chiamarlo familiarmente “Zio Sam”. In seguito cominciò a essere raffigurato con le sembianze di Lincoln, con il cilindro in testa e abbigliato di stelle e strisce anche nel periodo in cui fu vietato l’uso della bandiera americana come capo di abbigliamento: si sa che alla tradizione non si comanda. Oggi lo zio Sam è stato sostituito da campagne televisive di reclutamento decisamente più 'patinate'. Un altro reclutatore che fu trasformato nel personaggio di una favola è il Pifferaio Magico. La leggenda narra infatti che fosse stato mandato nella città di Hamelin, in Gremania, a cercare delle persone disposte a trasferirsi in nuovi territori che avevano bisogno di essere ripopolati dopo i saccheggi vichinghi. Anticamente i cittadini venivano definiti “bambini della città” e così lo sviluppo favolistico della storia ha creato la figura di un uomo venuto a carpire i bambini per trasportarli lontano dalle loro case. Consiglierei questo libro ai nuovi antropologi, a coloro che per comprendere la nostra società non studiano più i canti rituali del meridione ma decidono di accendere la Tv.

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