I bambini ci guardano

I bambini ci guardano

Giove è un piccolo paesino umbro. Alla ripresa della scuola, in una classe di terza elementare, i racconti del mare si confondono con il ricordo di una fotografia che ha toccato i cuori di tutti: l’immagine di Aylan, il piccolo curdo fotografato esanime sul bagnasciuga dell’isola di Kos. È Mario a porre la questione chiedendo al maestro cosa spinga ad emigrare. Per rispondere è necessario confrontarsi, farsi domande, analizzare dati, riflettere, approfondire. Si parte dai numeri e i primi giorni trascorrono cercando di comprendere cosa sia la media: tra esperimenti pratici e calcoli matematici, dal procedimento si arriva alla formula. Si riparte per creare il plastico del reddito dei Paesi del Mediterraneo, per comprendere la distribuzione della ricchezza e confrontare le diverse situazioni economiche. E poi la visita di un amico che vive in Brasile e la ricostruzione storica della colonizzazione portoghese, che si intreccia con la geografia delle lingue; le ombre, la letteratura e il teatro; le uscite fuoriporta per toccare con mano il mondo che ci circonda; il gioco dell’archeologia; disegnare per capire l’arte. Perché imparare, crescere e conoscere è un lavoro serio e impegnativo. Ma assai divertente e coinvolgente…

Il tempo e lo spazio diventano variabili nuove: il tempo rallenta per permettere di arrivare a risposte e soluzioni personali, non preconfezionate; lo spazio diventa rarefatto per allargare lo sguardo. Un anno scolastico si apre con una domanda e si conclude con numerose altre. Domande che spingono a spiccare il volo. I bambini ci osservano e ci chiedono conto della complessità del mondo. Le loro domande sono semplici ma ineludibili. Le risposte richiedono tempo per la riflessione e l’approfondimento. Affatto semplice. Soprattutto quando chi educa ha la sensazione di andare controcorrente rispetto ad una società che propone tutt’altro orizzonte valoriale e culturale. Franco Lorenzoni conosce bene ciò di cui narra: da quarant’anni è un maestro elementare che si spende senza sosta, ogni giorno. Nel 1980 fonda la casa-laboratorio di Cenci, un centro di ricerca e sperimentazione, per permettere a chi lo desidera di provare ad andare “controvento”. I bambini ci guardano è molto più che una raccolta di istantanee di quotidianità: è una intensa storia che ne intreccia altre; è un interessante diario esperienziale; è un valido saggio di didattica. Per aiutarci a capovolgere le nostre prospettive: quello che i bambini ci dicono (e che spesso non ascoltiamo) rivela uno sguardo insolito sul mondo. Creativo e profondo. I bambini ci chiedono di abbandonare le nostre sicurezze, le abitudini, le strategie. Una sfida. Oggi forse una necessità.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER