I bambini di Torey Hayden

I bambini di Torey Hayden
La narrazione, il racconto, la storia: per insegnare. Per formare alunni “difficili” e gli stessi insegnanti. Si parte da Bruner, psicologo e pedagogista, fermo sostenitore dell’importanza delle storie nelle nostre vite, come pilastri per ogni apprendimento, attraverso la capacità di sviluppare la curiosità e sostenere la motivazione. Le storie come mezzo per la trasmissione della conoscenza. Da sempre. E poi la relazione. Elemento su cui costruire l’apprendimento e positive dinamiche di classe. Il motto di partenza è “meglio aver amato e perso” e il coinvolgimento fa della relazione, una relazione efficace. Ma per fare questo diventa fondamentale sviluppare la capacità di vedere l’altro per quello che è, non per quello che fa. Il mestiere dell’insegnante assume così una valenza etica e morale. Le storie sono solo uno strumento, in una visione dell’uomo che mette al centro i rapporti tra le persone, “una profonda fiducia nel potenziale umano”. Si assiste ad una inversione di prospettiva: superare i modelli comportamentale e trattamentale per lasciare spazio all’umano, al non deterministico. Abbandonata la teoria del controllo, l’obiettivo è accompagnare l’altro al cambiamento. Dall’orientamento all’obiettivo, all’orientamento al processo. In classe. La domanda di fondo allora diventa: chi è l’insegnante? E si scopre che per fare questo mestiere è sufficiente sapere che tutti possono cambiare…
E l’insegnante esiste per provocare un cambiamento. Così adottare la prospettiva dell’altro, essere interessato all’altro (ricorda il vecchio “I care”…), distinguere tra persona e azioni, sono solo alcuni degli elementi su cui si fonda la relazione. Il saggio è una metariflessione sul lavoro e sull’esperienza della scrittrice con alunni detti “difficili”, che diventa un metodo e una pedagogia. “Non lasciatevi mai sfuggire un’occasione per insegnare”, per stimolare un cambiamento. Questo il presupposto di base. L’introduzione e i paragrafi scritti da Marlowe costruiscono la cornice e la mappa per l’esplorazione. Ma il cuore del saggio sono i testi scritti direttamente dalla Hayden: interessanti e coinvolgenti, sempre chiari e a tratti illuminanti, mai retorici. Perché leggerli? Semplicemente perché le sue storie, raccontate con passione e umanità, sono fonte di apprendimento e di riflessione. Per l’insegnante, ma non solo. I bambini di Torey Hayden è un testo per tutti. Per chi vuole farsi un regalo, per la propria crescita personale e professionale, per migliorare i rapporti, per rivedere la gestione dell’educazione dei figli, per chi cerca una via verso l’altro e voglia iniziare a provare. È un testo prezioso, senza la pretesa di essere esaustivo né riferimento assoluto. Un viaggio nell’uomo, nella sua psiche ma anche nella sua anima. Sincero, onesto. Esattamente quello che ci si aspetta da una relazione.

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