I barbari

I barbari
La società sta subendo una mutazione. E i barbari sono alle porte. L’invasione barbarica è una realtà condivisa e diffusa e viene alimentata quotidianamente dall’industria culturale, dalla politica, dai mezzi d’informazione. Ma chi sono i barbari e come si muovono? L’effetto della loro azione, che genera la mutazione sociale e culturale, colpisce la consuetudine dei gesti, il modo di pensare e di vivere – espandendosi in diversi ambiti - frantuma gli ordini costituiti, apre le porte alla comunità, a partire dal mondo della cultura del vino, del calcio e dell’editoria. Quando poi la mutazione è completata, le porte del sapere vengono scardinate: pensiamo all’avvento di Google, un vero e proprio spartiacque nel modo di concepire la navigazione e, di conseguenza, l’universo della conoscenza e dell’esperienza. Infatti, mentre i modelli che storicamente portavano al risultato dell’esperienza  erano legati allo scavare per trovare l’essenza delle cose, grazie ad un lavoro certosino di metodo, studio e intuizione, il nuovo modello, dovuto alla mutazione, ha scardinato quello precedente, fondandosi principalmente sulla logica della superficie, fondata – a sua volta –  sulla velocità di fruizione e sul “multitasking”  e ha provocato la perdita dell’anima, concetto che venne introdotto solo a partire dall’Umanesimo ed esploso realmente solo nell’Ottocento Romantico. Ma come ci si difende dai barbari? Bisogna fare come i Cinesi, che tra il 1400 e il 1600, per paura delle invasioni barbariche, costruirono la Grande Muraglia?
Nel 2006, tra il 12 maggio e il 21 ottobre, sul quotidiano La Repubblica apparvero trenta articoli firmati da Alessandro Baricco, raccolti il 21 novembre dalla Fandango e ripresi nel 2008 da Feltrinelli. I barbari rappresenta il tentativo di affrontare l’universale paura socio – culturale  di un’ imminente e violenta mutazione che investe tutti gli aspetti del vivere umano, dalla cultura alla società, dalla politica al costume e che colpisce il modo di pensare e di vivere. Il nucleo che provoca lo sgomento e il terrore da invasione barbarica, ci dice Baricco, viene dettato dalla crisi dei valori della cultura del passato in favore del “nuovo che avanza”,  in un discorso che analizza esempi disparati ed eterogenei che vanno da Google, al calcio, dalla musica classica ai libri, il tutto attraverso un dialogo diretto con il lettore che assume molto spesso aspetti didascalico – didattici, in cui lo scrittore abbandona lo stile ricercato dei suoi romanzi e si concentra sul messaggio del testo. E se i barbari di Baricco certamente non sono gli stessi descritti da Tacito nel 98 d.C nella Germania, si può affermare che hanno preso ormai l’avvento nei meandri della società, come in tutte le rivoluzioni che si rispettino, e altro non possiamo fare che accettare la mutazione e abbandonare il paradigma dello scontro tra civiltà per capire realmente chi sono i moderni barbari.

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