I bei momenti

I bei momenti

Vienna, aprile 1789. Costanze scrive sul suo diario. La cima della collina è coperta di neve, mentre in città i fiocchi si sono sciolti appena toccato terra. È molto più freddo che a gennaio, tanto che Amedeo che deve andare a Berlino e fermarsi a Praga, non vuole uscire dalle coperte, chiede la carta per finire una contraddanza, ma poi non fa niente. Intanto tormenta Costanze di baci, nonostante sia incinta. Amedeo ha la tosse e un occhio gonfio. Un valletto del principe Lichnowsky avverte che la carrozza è pronta e invita il musicista a affrettarsi a partire. La settimana successiva il tempo è magnifico, Costanze esce da sola, cerca di non farsi notare come desidera Amedeo, ma non è facile. D. le regala un mazzo di lillà e Costanze sale da lui per ringraziarlo; D. la corteggia in modo esplicito, Costanze è stordita a causa della gravidanza, tuttavia quando esce da quella casa sente un leggero languore allo stomaco. Quando il suo lupetto, Amedè, è lontano lo sente estraneo. A casa dei Lange guarda il ritratto incompiuto di Amedeo, ha il profilo rivolto a terra e lei si chiede cosa guardi quando in silenzio fissa il pavimento. Qualche giorno prima di partire le ha detto che stava pensando a un Agnus Dei

I bei momenti, Premio Strega 1998, è un romanzo insolito in cui l’autore, Enzo Siciliano, attraverso la stesura di un finto diario personale di Costanze Weber, moglie di Mozart, mescolando sapientemente verità e invenzione, ci racconta una personale versione della storia di Amedeo Mozart e la sua piccola Tanzerl. E la narrazione è sublime! Le prime pagine sono dedicate al racconto di episodi che l’autore immagina avvenuti nei due anni precedenti la morte del musicista e poi il racconto prosegue a stralci, con salti avanti e indietro nel tempo, attraverso un insieme variegato di appunti, pensieri scritti su fogli e pezzetti di carta, frammenti di lettere, interviste. Il lettore quindi è chiamato a cooperare alla ricostruzione dell’immagine inedita del grande compositore e musicista, attraverso le parole intime e impudiche della donna intuisce la profondità dell’amore che li legava, sopravvissuto alla morte di lui e alle seconde nozze di lei, ma anche la tristezza, la fatica nel portare avanti la relazione con un uomo che è anche un personaggio geniale, con tutto quello che comporta: gelosie, tradimenti, incomprensioni. Alla fine quindi emerge la figura di Costanze, piccola donna del settecento che entra nel nuovo secolo con determinazione e riesce a gestire l’eredità musicale di Mozart fino a uscire dalla povertà in cui l’ha lasciata. E sebbene ci siano passaggi che richiamano scene del film Amadeus di Milos Forman, il romanzo indaga in maniera originale e approfondita le personalità di tutta una serie di personaggi così ben tratteggiati da bucare le pagine.



 

 

 

 
 
 
 

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