I biscotti di Baudelaire

I biscotti di Baudelaire
“Cuori di carciofo à la Isman Bavaldy”,  “Involtini di manzo alla panna”, “Patate Gourmet”. Ecco alcune delle numerose ricette che la scrittice americana Alice B. Toklas ebbe modo di gustare fin dal suo arrivo in Francia. Quello che per lei doveva essere un soggiorno all'insegna del fermento culturale, artistico e letterario parigino dell'epoca, per molti aspetti si trasformò in uno inconsapevole viaggio alla scoperta dell'arte culinaria francese. Non era raro, infatti, ritrovarsi a tavola con un artista come Picasso, Matisse o Picabia e finire per parlare di cibo, oppure trasformare ogni incontro mondano e ogni gita fuori porta in un'occasione per degustare e assaporare succulenti manicaretti, assolutamente da imitare. Attraverso il suo incredibile excursus enogastronomico l'autrice imparò, così, a conoscere, apprezzare e imitare la tanto decantata haute cuisine, ma soprattutto a scoprire che per ogni francese la cucina è un'espressione d'arte che va rispettata e venerata come parte integrante della proprio cultura e della propria storia. E la Toklas non poteva che condividere questa passione!
Nel 1954 Alice Babette Toklas, famosa soprattutto per la sua relazione con la scrittrice americana Gertrude Stein, viveva nel ricordo di quegli splendidi anni culturalmente e socialmente attivi che lei e la sua compagna, ormai morta da tempo, avevano condiviso in Francia. Così, in seguito ad un attacco di itterizia che la costrinse ad abbandonare i peccati di gola, la Toklas decise di consolarsi raccogliendo tutte le prelibate ricette della cucina francese, gustate e collezionate negli anni, all'interno de I biscotti di Baudelaire, un libro che lei stessa definì “un miscuglio di ricette e ricordi”. Se dal titolo e dalla presentazione ci si aspetta di rivivere e respirare l'eccitante atmosfera dei salotti letterari parigini, ritrovandosi faccia a faccia con artisti come Hemingway, Picasso e Matisse, non si può che restare delusi. Si tratta principalmente di un libro di ricette accompagnate perlopiù da descrizioni (piuttosto noiose e didascaliche) su come l'autrice vi sia entrate in possesso, da commenti e osservazioni sulla cucina francese e sul suo popolo e da annotazioni sulla preparazione delle pietanze (spesso piuttosto complicate da eseguire). Consigliato agli appassionati di cucina. E solo a loro.

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