I cancellati

I cancellati
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Fine aprile 1992. Zala sente che sta per partorire. Prende un taxi al volo. Ha terrore di non riuscire a resistere fino all’arrivo in ospedale. Una volta arrivata, l’infermiera in sala d’attesa le porge le domande di rito. Zala ha fretta. Percepisce distintamente che sta cominciando a perdere sangue. L’infermiera non riesce a trovarla nel database. Zala è infastidita e terribilmente preoccupata. Data l’emergenza in corso, Zala viene fatta entrare in reparto e, dopo il travaglio, partorisce. Dopo un paio di giorni cominciano i problemi. La direttrice del reparto la fa chiamare: Zala non è slovena. Zala è incredula. Vive a Lubiana da sempre. È nata in Serbia ma ha sempre vissuto in Slovenia. In Serbia non conosce più nessuno e non ci torna da anni. Secondo una legge appena entrata in vigore, di cui Zala non ha la minima conoscenza, solo perché nata in Serbia avrebbe dovuto chiedere la cittadinanza slovena. In questo momento lei e suo figlio sono clandestini. Zala comincia a protestare. Trova questa legge assurda. Non ha la possibilità di recarsi in Serbia e aspettare che le concedano una cittadinanza slovena che, di fatto, lei possiede da sempre. Le autorità slovene sono però ferree: la nuova legge esiste e va rispettata. Zala improvvisamente sente la distanza tra lei e le persone che, fino a pochi giorni prima, sentiva del suo stesso paese. Il bambino viene trattenuto in ospedale mentre Zala dimessa ha il dovere di “regolarizzare” la sua posizione per non perdere suo figlio. Che fare? La donna prende una decisione difficile: si rivolgerà alla stampa internazionale, combatterà per i propri diritti. Non si possono improvvisamente “cancellare” intere esistenze…

Miha Mazzini è uno degli scrittori sloveni più noti: ha scritto libri e collaborato nella produzione e realizzazione di alcuni film. I cancellati è un romanzo importante, una vera e propria denuncia nei confronti del governo sloveno per quello che all’inizio degli anni Novanta è accaduto. Mazzini ci racconta la storia dei 25.000 cancellati che il 26 febbraio 1992 persero, senza preavviso alcuno, il diritto di residenza nella Repubblica di Slovenia. Migliaia di persone appartenenti alle diverse etnie facenti parte dell’ex Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia furono letteralmente cancellate dai Registri di Residenza Permanente della Repubblica di Slovenia, divenendo quindi apolidi e privati di ogni diritto. Il tutto in un silenzio assordante e complice. Zala, la protagonista, diventa la paladina dei diritti comuni, la donna che si batte per riportare suo figlio a casa e per ottenere nuovamente ciò che le è stato tolto. Con uno stile incalzante e diretto, paratattico, la narrazione di Mazzini si snoda come fosse un giallo, magari uno di quei thriller psicologici in cui speriamo che, da un momento all’altro, la protagonista scopra d’essere stata presa di mira da chissà quale ordine massone in grado di rubarle l’identità. Purtroppo la realtà di quegli anni ha superato ogni più fervida fantasia: uomini e donne furono umiliati, alcuni persero le loro case, occupate da cittadini avidi e privi di ogni scrupolo, altri persero il lavoro e per alcuni anche la voglia di vivere venne meno. Leggere questo romanzo ci permetterà di conoscere un pezzo di storia che molto probabilmente non abbiamo avuto l’opportunità di approfondire.



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