I casi del commissario Croce

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Il pescatore Peco esce per una battuta di pesca insieme all’avvocato Pedernera, che vuole festeggiare una sua vincita al casinò. Durante la pesca Pedernera scompare con i suoi soldi in mezzo al mare, lasciando Peco come unico indiziato di omicidio. Ma grazie ai dettagli forniti dal pescatore, Croce intuisce che dietro la scomparsa si cela l’ennesima puntata del giocatore… Croce si fa storico per indagare sulla morte di Hilario Nieves, un medico e poeta romantico arruolato nelle truppe del generale Juan Manuel de Rosas, morto da più di cento anni. Catturato, Nieves venne sbattuto al muro e fatto fucilare alle spalle. L’unico indizio rimasto sono le poesie di Nieves, e Croce indaga sulle parole, le metafore e le rime che custodiscono i segreti motivi della sua morte… Un ricco ingegnere svanisce nel nulla. Gli unici indizi sono una stanza segreta piena di libri in russo e il biglietto di un hotel sul Paranà. Il commissario si trasforma in cacciatore di nutrie per risalire il fiume. Riesce a scovare l’ingegnere, che però non conferma né smentisce la propria identità lasciando Croce nel dubbio tra una verità materiale e una ideale… Croce riceve una lettera anonima da una certa “Signora X”, la quale denuncia il proprio rapimento, finto stupro e conseguente rilascio. Da una serie di dettagli presenti nella lettera, forse ignoti anche al mittente, scova il luogo del rapimento e cattura il finto stupratore. Al processo, sia la vittima che l’aguzzino difendono la menzogna…

I casi del commissario Croce rappresenta uno degli ultimi sforzi letterari dell’argentino Ricardo Piglia per fare il punto sul genere poliziesco. E di sforzo si tratta, poiché risale ai suoi ultimi anni/mesi di vita, quando la SLA, da cui era affetto, lo aveva reso del tutto immobile. Il libro si presenta come una raccolta di racconti che hanno per protagonista il Commissario Croce, personaggio già apparso in Bersaglio notturno del 2010, ma ci si accorge presto che si tratta piuttosto di un vero e proprio trattato sul poliziesco, più che di mera fiction. Le storie, o “i casi” del commissario prendono spunto da un repertorio di leggende, storie familiari dell’autore, racconti di amici o addirittura romanzi della letteratura argentina, e, sebbene l’elemento narrativo non manchi di originalità, le pagine più intense del libro sono quelle che analizzano il metodo del commissario. Un metodo che consiste nel lasciarsi stupire dalle verità improvvise che scaturiscono da dettagli secondari, e nella capacità di trasformare se stessi e il proprio modo di pensare. Infatti, nei vari racconti, Croce si trasforma per avvicinarsi alla verità che sta cercando: lo vediamo farsi storico e esegeta, cacciatore di nutrie, o ancora, camminare scalzo perché la persona che sta cercando era scalza al momento della scomparsa. Un metodo intuitivo piuttosto che deduttivo, ma sempre di stampo filosofico: “Il vero destino di un kantiano è la scuola di polizia” dice Croce. I casi del commissario Croce è dunque un libro che testimonia tutta l’abilità dell’autore di narrare storie accattivanti immerse in una scrittura che si fa saggistica e analitica; ripropone schemi classici del noir e ne sforna di nuovi, sempre tenendo presente la verità borgesiana della finzione secondo la quale non si può accettare una soluzione che sia “possibile ma non interessante”.

 


 

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