I cento libri che rendono più ricca la nostra vita

I cento libri che rendono più ricca la nostra vita
Rimasti orfani, una volta rescisso il legame fondante con gli autori e il contesto storico e culturale che li ha generati, i libri non cessano di possedere il senso che li lega agli uomini del nostro tempo. I protagonisti delle loro vicende non sono mai morti. Al più si sono addormentati e nel loro sonno continuano a sognarci come noi li sogniamo a nostra volta. Essi si risvegliano nelle pieghe della vita di ogni giorno, quando la tirannia delle adempienze si ritira concedendo spazio alla nostra brama di lettura. Le loro storie restano immutate tra le pagine, valevoli e bastevoli sia che in esse ancora ci si riconosca, sia che tra i ricordi se ne conservi ancora sparse magnifiche tracce. Quel tantissimo di nulla che è l’arte di descrivere la vita tra gioie e tormenti, speranze e timori. La capacità di aprire in noi squarci di assoluto a suon di meraviglia. Per questa ragione diviene essenziale per ogni lettore il bisogno di tornare su quei luoghi letterari in compagnia di una guida esperta, in grado di condurci a     scrutare tutto ciò che s’insinua nell’animo umano e ne attraversa i pensieri, per poi forse riuscire ad aprire uno spiraglio sulla realtà attuale…
Esiste l’immaginario letterario, ed è il luogo nel quale si sedimentano e si raccolgono i personaggi, le parole e le storie contenute nei libri. Scandagliandone i percorsi Piero Dorfles, autore di saggi e giornalista divenuto noto al grande pubblico grazie alla sua partecipazione al programma televisivo di Rai3 Per un pugno di libri, ci aiuta nel suo nuovo volume a ricostruire il senso dell’esperienza della lettura e a rintracciare i segni e i segnali che esso lancia verso di noi. Stimolato dalle molte richieste ricevute da radioascoltatori e telespettatori, Dorfles sottrae una selezione personale di ben cento testi dalle secche in cui giacciono arenate le relative chiglie con il loro prezioso carico di simboli. Ne evoca la storia e il significante come un’attenta guida turistica e, senza che egli lo abbia voluto, ne raccomanda la lettura come il più coscienzioso dei precettori. Capace di leggere come pochi la realtà letteraria, egli ci parla di un modo di visitare i libri diverso da quello frettoloso e atto a procurare le vertigini di un solo istante disattento, inducendo ben al contrario una straordinaria e prolungata fascinazione nel lettore. 
 

 

 

 
 
 
 
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