I cinque re stellari

I principi demoni
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Se chiude gli occhi e cerca di ricordare la sua infanzia, Kirth Gersen vede alte montagne sotto una luce dorata, e piccole case dipinte di colori pastello sulle rive d'un ampio fiume bruno. Ma soprattutto vede cadaveri mutilati sparsi sul terreno (tra i quali quelli di suo padre e di sua madre) e una lunga fila di uomini, donne e bambini in catene che vengono caricati nelle stive di cinque grandi astronavi sotto la minaccia delle armi di un gruppo di feroci schiavisti, i cosiddetti “Principi Demoni”. Una scena che l'ha segnato per sempre, e alla quale ha assistito da un nascondiglio poco lontano, assieme a suo nonno. Quel nonno che negli anni successivi - prima di morire - lo ha fatto addestrare su vari pianeti e dai migliori maestri alla lotta, all'uso delle armi e dei terribili veleni Sarkovy. Quel nonno che soprattutto ha coltivato nella mente e nel cuore del ragazzo una gelida ferocia, il distacco da tutte le emozioni tranne che dal desiderio di vendetta. A 14 anni Kirth ha ucciso il suo primo uomo, nei vicoli di Rotterdam, sulla Terra, a mani nude. E dopo quello, molti altri. In quel tempo, l'universo conosciuto è diviso in una Federazione di centinaia di pianeti indipendenti colonizzati dall'uomo da secoli – l'Oikumene – e da un Far West galattico semi-inesplorato senza leggi e senza controllo, il Dilà. Per rintracciare i Principi Demoni (Attel Malagate, Kokor Hekkus, Viole Falushe, Lens Larque e Howard Alan Treesong), dei quali tutti ignorano le vere identità e i nascondigli, Kirth Gersen accetta di lavorare come infiltrato per la CCPI (Compagnia Coordinazione Polizia Intermondi). Grazie a questo pericolosissimo incarico riesce a individuare una flebile traccia che lo conduce su uno strano mondo roccioso nel Dilà, il pianeta di Smade, abitato solo da un tale Smade - appunto - e dalla sua famiglia, che gestiscono una sorta di albergo. Qui, a quanto pare, dovrà tenersi un incontro tra un cercatore spaziale che ha trovato qualcosa di molto prezioso e un “criminale molto importante” che è interessatissimo a questa scoperta...

Benvenuti nel remoto futuro, nell'universo di Kirth Gersen, il taciturno e spietato (ma timido e tenero al tempo stesso, una caratteristica che lo rende irresistibile per le donne, ostacolo non da poco per un uomo che vive in funzione di un'ossessione e quindi non può permettersi una vita privata e sentimentale malgrado – come tutti – la desideri) cavaliere con macchie ma senza paura che viaggia per la galassia in lungo e in largo grazie all'intersplit, una propulsione a curvatura che permette di percorrere distanze immense in poche ore. Centinaia di pianeti ognuno con le sue caratteristiche fisiche e geografiche, con le sue culture umane e non, con le sue leggi e quindi con i suoi criminali. Un universo dalle mille sfumature che solo un talento scintillante come quello di Jack Vance poteva rendere nella sua complessità: alla vicenda vera e propria si associa un flusso continuo di note, citazioni da libri, interviste, estratti da articoli giornalistici o persino da atti parlamentari e giurisprudenziali - tutto rigorosamente inventato, sia chiaro, ma tutto perfettamente plausibile e assolutamente funzionale alla trama - che ci permette di assaporare l'atmosfera dei singoli mondi visitati da Gersen e di calarci nel contesto senza bisogno di stucchevoli, fredde, inutili descrizioni. Il volume (in circolazione anche con l'insensato titolo I cinque re stellari) raccoglie cinque romanzi brevi, ognuno dedicato alla caccia di uno dei Principi Demoni: i primi tre pubblicati tra 1964 e 1967, gli ultimi due rispettivamente nel 1979 e nel 1981. La qualità letteraria, quella sì, è stellare come l'ambientazione: lo stile di Vance è deliziosamente fiorito, in una o due pagine si trovano talmente tanti spunti e idee che altri romanzieri ci costruirebbero sopra saghe intere. Del resto solo un grande scrittore avrebbe potuto rendere uno più bello e fascinoso dell'altro cinque romanzi con uno schema narrativo sostanzialmente identico (Gersen segue una traccia, attira un Principe Demone in un'imboscata per scoprirne l'identità e infine lo uccide). Il protagonista - che ha più di un punto in comune con Bruce Wayne/Batman, non a caso un'icona - è una figura a tutto tondo, monomaniaco suo malgrado, costretto in un ruolo di vendicatore che gli riempie la vita ma al tempo stesso gliela svuota: mirabile in tal senso la frase con cui si conclude Il libro dei sogni, forse il più bello di cinque romanzi assolutamente imperdibili.



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