I custodi del libro

I custodi del libro
Primavera 1996. In una Sarajevo nella quale anni di guerra civile e di assedio hanno lasciato  segni di distruzione ovunque,  un’opera unica e inestimabile è riuscita a salvarsi dalle minacce delle bombe serbe. Si tratta di un antico codice ebraico risalente al XV secolo, una Haggadah,  capolavoro di incredibile valore grazie soprattutto alle sue squisite miniature e decorazioni. La dottoressa Hanna Heath, una giovane restauratrice australiana di libri antichi, viene così chiamata a Sarajevo perché ritenuta l'esperta più adatta a svolgere un delicato lavoro:  riportare all’originale bellezza questo gioiello librario. E nel momento in cui Hanna si ritrova tra le mani l'antico manoscritto, ecco che tra dalle sue pagine vengono rinvenute tracce di un passato tormentato e sofferto. Un passato che ci racconta di un popolo perseguitato e odiato, quello ebraico, e del pericolo costante che questa splendida opera, espressione e strumento di una religione mai tollerata, venisse per sempre distrutta prima dai terribili roghi dell'Inquisizione e, in seguito, dalla crudeltà nazista e dalla devastazione della guerra. Hanna si trova ora a ricostruire, pagina dopo pagina, l'intera storia celata dietro la famosa Haggadah,  una storia fatta di piccoli e numerosi indizi rimasti intrappolati al suo interno:  tracce di vino e di sangue, granelli di sale marino e un pelo di gatto rivelano storie di uomini e di epoche lontane, che si intrecciano e si uniscono alla storia di questo bellissimo libro. Dalla Siviglia a Sarajevo, dal medioevo alla Seconda Guerra Mondiale, passando per la Venezia dei doge  e una Vienna di fine Ottocento, in un viaggio a ritroso nel tempo, si assiste alla vita e la nascita di un grande capolavoro artistico, che vede la luce in uno dei momenti più oscuri e bui della storia: l'avvento dell'Inquisizione spagnola...
Scrittrice e giornalista australiana, Geraldine Brooks è stata corrispondente di guerra e solo nel 2003 si è dedicata alla carriera letteraria. Al suo terzo romanzo, conferma la sua grande abilità narrativa, nella quale si rintracciano in filigrana le sue esperienze giornalistiche, ma anche l’attitudine a una puntuale ricerca storica. La Brooks ci racconta senza mezzi termini gli aspetti più crudi di un antisemitismo che non ha mai conosciuto tregua, di un’ipocrisia e una cecità da parte della Chiesa cattolica che hanno portato alla distruzione di notevoli opere del passato – per non parlare di vite! –, e poi  delle atrocità e della desolazione che ogni guerra porta con sé, ma soprattutto  più in generale ci fa riflettere sull’assurdità di ogni intolleranza razziale. E non solo. La Brooks approfitta dell’occasione per onorare l'amore e il coraggio di tutte quelle persone – in particolare i bibliotecari, a cui questo libro è dedicato – che in ogni tempo e in ogni luogo hanno saputo sacrificare la propria vita per salvaguardare inestimabili patrimoni librari. Un romanzo polifonico, che porta il lettore a viaggiare continuamente tra presente e passato, in luoghi e epoche diverse, ascoltando voci e vicende lontane nel tempo che si uniscono felicemente per raccontare, attraverso un mix di finzione e realtà, la  storia  di un magnifico libro. E quindi di tante, tante altre cose.

 

 

 

 
 
 
 
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