I demoni e la pasta sfoglia

I demoni e la pasta sfoglia

Ci sono libri che incominciano a parlare al lettore già con il titolo che può costituire un’allusione, un ammicco, una spiegazione o, come in questo caso, una sorta di porzione emersa cui corrisponde un vasto e variegato territorio sottostante. A partire da quel demone ossessivo che scorre nelle fondamenta umane dello scrittore per poi emergere improvvisamente sulla superficie del foglio, che è pasta sfoglia lavorata e rilavorata dalla sua nevrosi. Un rapporto vitale ma inquieto che ha realizzato e continua a realizzare dall’impasto i più succulenti piatti della letteratura. Creazioni artistiche che assumono di volta in volta le innaturale bianca fattezza di Moby Dick o l’aspetto mostruoso dei crostacei di Orson Wells; i fantasmi dell’inquietudine morale che incupiscono le nevi di Jack London, le aspre montagne della follia di Howard Phillips Lovecraft. Ghermiti dagli implacabili artigli dei demoni, gli autori passati in rassegna nella presente galleria si consegnano e ci consegnano alle avventure delle ossessioni che da Torquato Tasso ad Alexandre Dumas, da Edgar Allan Poe a Tommaso Landolfi, da John Ernst Steinbeck a Carlo Emidio Gadda, da Jorge Luis Borges a Witold Marian Gombrowicz e molti altri ancora hanno prodotto i migliori capolavori della letteratura di ogni tempo…

Difficile pensare ai libri senza la critica letteraria. E nonostante tutto sembri congiurare per mettere in sordina questo genere, la sezione resiste. Anzi è lecito supporre che la categoria dei critici avranno un futuro ancora più radiosa di prima. La loro funzione di orientamento, in un mare magnum crescente di pubblicazioni sempre più gestito dalle logiche economiche delle grandi catene di distribuzione e dei siti di vendita online, sembra donare loro il compito che un tempo era dei piccoli librai. Il denso resoconto di questa arguta incursione compiuta tra i tomi di un vasto repertorio di letture compiute da Michele Mari – docente di Letteratura italiana all'Università Statale di Milano, scrittore e traduttore – ne è la riprova. Esso obbedisce al diffuso bisogno di un suggerimento colto e competente. Pagina dopo pagina il testo di Mari assume le sembianze di una libreria di tomi da tornare a leggere alla luce encomiabile di nuove spunti. Ma anche la morfologia di un giardino in cui varie forme di vita letteraria si intrecciano e si incrociano con quelle dei lettori che lo frequentano.



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