I detective selvaggi

I detective selvaggi
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Messico 1975: un anno di grandi cambiamenti per il giovane Garcia Madeiro. È l’anno in cui entra in contatto col movimento poetico realvisceralista e i suoi giovani, intelettuali, avanguardisti membri. L'anno in cui conosce le donne e l'amore. Ma è soprattutto l'anno in cui irrompono nella sua vita Arturo Belano e Ulisse Lima, due esponenti del neonato movimento, due che “sembrano fantasmi” come lui stesso dirà. 1976-1996. Arturo e Ulisse, i detective selvaggi, partono alla ricerca di Cesarea Tinajero, la misteriosa poetessa fondatrice del movimento realvisceralista, della quale si erano perse le tracce in Messico negli anni inmediatamente successivi alla rivoluzione. Una ricerca anomala, le cui conseguenze prolungheranno il viaggio per altri vent'anni, nel corso dei quali i due attraverseranno  continenti, conosceranno persone, vivranno mille vite. Ritorniamo indietro fino al 1976, quando la ricerca di Cesarea divenne una fuga: da un poeta misterioso che vuole picchiare Arturo e Ulisse e dal “protettore” di Lupe, una giovane prostituta amica dei due, che li insegue spalleggiato da un poliziotto corrotto...
I detective selvaggi è il  romanzo che qualche anno fa portò alle luci della ribalta Roberto Bolaño, scrittore cileno fino ad allora sconosciuto, morto purtroppo poco dopo. Un centinaio di narrazioni scritte da cinquantatre testimoni, ora Garcia Madeiro, ora un amico, un conoscente, un vicino di Arturo e Ulisse, che creano una trama circolare, frammentata, smisurata. Numerosi personaggi, una concatenazione infinita di eventi e di aneddoti, ora minimi, ora grandiosi, creano una vicenda densa dalla quale è impossibile staccarsi. La vita stessa ed il suo scorrere, costellato di fallimenti e vittorie,  diventano  i protagonisti assoluti del romanzo, tanti sono tanti i temi trattati e le letture possibili. Arturo (probabilmente l’alter ego dello stesso Bolaño) e Ulisse non parlano mai in prima persona, i loro discorsi sono sempre riferiti, così come le loro gesta: i “detective selvaggi” diventano così personaggi mitici, ed il loro viaggio, un viaggio épico, come quello di Dante o di Ulisse. Non si tratta di un’opera semplice, ma i cambi di registro, la narrazione corale, l’umorismo triste, a volte assurdo e cinico, le metafore contundenti, l’alternanza tra la vita e la letteratura, la rendono unica, e la collocano all’interno dell’olimpo riservato alle poche che si possono definire “imprescindibili”. Straconsigliato.

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