I diciannove angeli

I diciannove angeli
Tra le morbide dune di un torrido deserto un beduino, dopo una tempesta di vento, trova il corpo orrendamente deturpato di una donna. Senza mani e con il viso sfigurato, è solo il primo di molti cadaveri recuperati e ugualmente mutilati. I rilievi della Scientifica e le indagini della polizia locale capitanata dall’ispettore Ibrahim Zahrani faranno emergere dalla terra saudita ben diciannove corpi di donne e l’ombra di un serial killer che sembra aver ucciso per oltre dieci anni, si staglia netta sulla sabbia. Nessuna traccia, solo un versetto del Corano come punto di partenza: “Gli stanno a guardia diciannove (…) Non ponemmo che angeli a guardia del fuoco, fissando il loro numero”. Diciannove angeli, diciannove donne straniere barbaramente trucidate “in un Paese dove comandano gli uomini, le donne sono vittime due volte”. Una profiler americana arriva direttamente dopo una conferenza a Dubai in aiuto dei colleghi arabi che male accettano di prendere ordini da una donna emancipata e bellissima che in pochissimo tempo è riuscita con precisione a tracciare un possibile identikit del colpevole. Per l’ispettore Zahrani non sarà semplice coordinare le indagini, tanto più che la sua amante Sabria, ex infiltrata della polizia, è sparita senza lasciare traccia e corrisponde esattamente al profilo tipico delle vittime del serial killer. L’indagine diventa così una questione personale e, in una città nella quale gli spazi di uomini e donne sono rigidamente separati, cercarla diventa un’impresa impossibile. È costretto quindi a chiedere segretamente l’aiuto della giovane collega Katya, tecnico della Scientifica che si ritroverà ad indagare in incognito parallelamente all’incarico ufficiale…
Storia ad alta tensione per l’ormai affermata scrittrice americana Zoë Ferraris, che per molti anni ha vissuto in Arabia Saudita presso la comunità beduina dell’ex marito. Libro destinato a bissare il successo de Gli occhi del deserto e soprattutto de La città delle donne invisibili, in cui con forza e determinazione ha denunciato la condizione femminile nei paesi arabi incarnata da Katya, tecnico di laboratorio che ambisce a diventare detective. Attraverso le sue indagini scopriamo che esistono a Jeddah come in altre città centri commerciali, ristoranti e negozi destinati unicamente alle donne, entrate secondarie nei locali e persino posti riservati in automobile.  Un romanzo che si pone come strumento di conoscenza e denuncia della condizione femminile schiacciata dall’estremismo islamico, da una cultura tra le più chiuse al mondo - almeno agli occhi di una donna occidentale che ne ha vissuto sulla propria pelle le tante contraddizioni. 

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