I dieci amori di Nishino

I dieci amori di Nishino
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A Natsumi aveva regalato una campanellina d’argento da appendere a un braccialetto. “Portala sempre addosso, Natsumi, così saprò subito dove sei”. Manami l’aveva baciata per la prima volta nel buio della sala riunioni. Era un suo sottoposto, Manami la vicedirettrice del suo dipartimento. Un giorno le disse: “Sai, mi piacciono i donut alla marmellata di fagioli” e lei capì che aveva smesso di amarla. Reiko aveva comprato uno spazzolino e un paio di mutande, per cinque giorni aveva dormito nel letto di Nishino, e una sera di fine estate era stata sicura di amarlo, ma la fine dell’estate per Nishino è legata un evento che ha sconvolto la sua vita. Non può nascere nessun amore alla fine di una estate. Nishino Yukihiko è un uomo dall’aspetto piacevole, capelli folti, grandi occhi neri, sorridente, curato, educato. Entra nella vita delle persone che incontra in punta di piedi, chiedendo permesso. Che si tratti di donne sposate, adolescenti con venti anni meno di lui, colleghe di lavoro, amiche dell’università… Compare all’improvviso, passa, e così come è venuto, se ne va. Come un gatto di strada, rimane per un po’, non stravolge la vita di nessuna, ma quando decide di andare via non torna più. O meglio, a decidere che è arrivato il momento di farlo andare via sono quasi sempre le sue donne. Perché quello che Nishino chiede disperatamente è di essere amato. Ma nessuna ci riesce. Sarà perché di donne Nishino non ne ha mai avuta solo una, sarà perché “da tutto il suo essere emanava una specie di corrente fredda. Qualcosa come una fibra gelida, fine e sottile…”. È un dolore antico e profondo, quello di Nishino, un buco nero che prosciuga qualsiasi tipo di amore tanto da esaurirlo e renderne impossibile qualsiasi altro…

Quanto Giappone in questi racconti di Kawakami Hiromi, già autrice per Einaudi de La cartella del professore, con cui ha vinto nel 2001 uno dei riconoscimenti letterari più importanti del Giappone (il premio Tanizaki). La compostezza, la rarefazione di eventi, i dialoghi ordinati, il miso, i Ryokan, la torre di Osaka, il dolore, la fragilità. Una raccolta di racconti che si legge come un romanzo, perché la storia è una e una sola, e appartiene a Nishino, la cui figura viene tratteggiata attraverso il ricordo di 10 donne che hanno provato ad amarlo lungo tutte le stagioni della sua vita. Dalla primissima adolescenza all’età adulta, l’inafferrabile e ambiguo Nishino Yukihiko vive solo grazie alle parole di chi ha percorso un brevissimo pezzo della propria strada con lui. Una scrittura delicata, dalle tonalità pastello, in cui anche il dolore è restituito attraverso un un tratteggio quasi impercettibile, che però lascia in chi legge una impronta riconoscibile. Proprio come Nishino: i suoi contorni si perdono nella sfumatura, ma il suo centro e nucleo (estetico ed emotivo) rimane impresso in modo indelebile in un punto ben preciso della vita delle donne che ha amato e dei lettori che leggeranno la sua storia.



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