I dodici incubi del Natale

I dodici incubi del Natale
Babbo Natale, in verità, ha la barba finta, gli occhiali da carnevale per coprire le occhiaie e puzza anche un po’ di rum, come un vecchio ubriacone. A chi verrebbe in mente di passare l’esistenza al Polo Nord, dove si congela dodici mesi l’anno se non a uno svitato? E a che pro, poi? Per consegnare regali a chi si è comportato bene? Sembrerebbe essere un atteggiamento sin troppo altruista per non apparire sospetto. E i suoi aiutanti saranno davvero felici di lavorare duramente in uno degli ambienti più inospitali della Terra, in condizioni disumane? Ci sarebbe da aspettarsi una ribellione proletaria! Che cosa dire poi di tutti gli addobbi, le lucine a intermittenza che sprecano energia per giorni e giorni, anzi settimane, a volte mesi per chi non si prende la briga di smontarle a feste terminate, e delle palle per addobbare il tradizionale albero più simili a bombe che a decorazioni? Sorvoliamo sui momenti che seguono lo ‘spoglio’ dei regali… c’è sempre qualcosa che non gradiamo e che ci tocca andare a cambiare, che imbarazzo! Intanto il portafoglio piange, prosciugato dal senso del dovere e dalla paranoia che ci costringe tutti gli anni a fare un presente anche alle persone di cui ci ricordiamo giusto una volta ogni sei mesi. Ci fossero almeno le tradizionali canzoni natalizie di quando eravamo piccoli ad allietare la pena, e invece no, solo motivetti stereotipati e irritanti… Ma il Natale non dovrebbe essere una festa gioiosa per tutti? Non dovremmo essere tutti più buoni?
Questo delizioso mini-libro illustrato dal genio di Edward Gorey, conosciuto ai più per la sua rappresentazione di Dracula, e scritto dall’ancora più conosciuto e amato John Updike è una critica spietata all’ipocrisia del Natale quando non è vissuto con sincerità e spirito profondamente religioso, al consumismo che lo ammorba ormai sempre di più, allo spreco energetico, alla mancanza di spontaneità, all’obbligo dei regali anche quando basterebbe un sorriso, al mito ossessivo dell’immagine e dell’apparenza che uccide la vera magia che il Natale dovrebbe portare con sé. Spirito critico e un vago senso di nostalgia aleggiano sia nelle descrizioni pungenti e irresistibili di Updike (filastrocche poetiche al vetriolo) sia nei disegni dark, stilizzati e in bianco e nero, di Gorey. Un gioiellino tascabile da regalare – con naturalezza! – per risvegliare le coscienze e la memoria dei tempi passati, caustico e drammaticamente tenero. Ah, e ricordatevi di staccare la spina dell’albero di Natale tutte le sere prima di andare a letto.

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