I falò dell’autunno

I falò dell’autunno
È giovane, Bernard, molto giovane: ha quell’età in cui le parole Patria, Onore, persino Guerra suonano come dovere morale e significano entusiasmo e voglia di fare; è così per tanti della sua generazione, partiti volontari nel 1914. Ma la Grande Guerra avrà poco di ideale e, quando torna a casa dopo quattro anni, Bernard non ha più nulla dell’innocenza e delle profonde certezze che lo avevano animato allora. Anzi no, ora ne ha una sola: bisogna recuperare il tempo perduto! “Fregarsene di tutto e di tutti. Vivere alla grande. Darsi alla pazza gioia”. L’importante è recuperare denaro – i modi, leciti o illeciti, non sono importanti – e godersi la vita come fanno tutti. Per Bernard sarà allora un turbinare di feste, amanti, lusso, speculazioni, complicità. Poi c’è Thérèse. Già, la dolce Thérèse; lui ci prova a sposarla, avranno anche tre figli. Ma non è fatto per quelle “palle al piede”:c’è una vita là fuori che lo chiama. Il destino però è in agguato, e impartisce le sue lezioni spesso in maniera affatto indolore: lo scoppio della seconda guerra mondiale, un grave lutto, una débâcle finanziaria che gli toglie tutto. Così quando Bernard torna dal fronte…
Pubblicato nel 1957, come ben racconta nella interessante nota al testo Olivier Philipponnat, questo ultimo romanzo postumo di Irène Némirovsky scritto tra il 1941 e il 1942 si basa sul manoscritto originale e rispetta tutte le modifiche che l’autrice desiderava, mantenendo il tono aspro di denuncia nei confronti della molle e corrotta società francese tra le due guerre. Il titolo e il tema di fondo sono ispirati ad un sogno che la nonna della protagonista Thérèse fa poco prima di morire: ”Vedi”, le diceva, “sono i falò dell’autunno; purificano la terra, la preparano per nuove semine. Voi siete ancora giovani. Nella vostra vita, questi grandi falò non hanno ancora cominciato ad ardere. Si accenderanno. Devasteranno molte cose. Vedrete, vedrete…”. Fuor di metafora se i falò rappresentano la catastrofe delle guerre, allo stesso tempo sono anche quel “male necessario”, il dolore attraverso il quale all’uomo è dato “purificarsi” per ritrovare la strada smarrita lungo il cammino e tornare a riscoprire cosa è davvero importante. Bellissima lettura, certo consigliata, che merita assolutamente la pazienza di superare un inizio non particolarmente intrigante.

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