I fucili

I fucili
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Capitan Sottozero raggiunge Pond Inlet nel 1989. Il vento artico lo scuote, ma lui ostenta con spavalderia la sua divisa “gallonata di zanzare, pistole, isole, foche e puttane”. Lo accompagna il giovane amico Seth, appassionato di piante, deciso a raccoglierne tante da studiare e catalogare. La gente del posto si dimostra ostile, chiusa, ma è facile conquistare i bambini. Bastano biscotti, caramelle, monetine e gesti gentili come gonfiare un palloncino o rispondere a semplici domande. Il degrado culturale e ambientale nell’area è deprimente. Carcasse di animali si trovano nella discarica, gettati con noncuranza, invece un tempo nulla sarebbe stato sprecato così. Grazie all’aiuto di una interprete, Elizabeth Allakariallak, si fa raccontare com’era il passato per la popolazione. Famiglie intere ingannate dal miraggio di una caccia proficua e del lavoro, costrette ad abbandonare i paesi natii, le case di zolle, i giacigli di erica e muschio per spostarsi a Resolute e Grise Fiord. Il Capitano soffre di fronte alle distese ghiacciate, soffre per il suo amore tormentato, per Reepah e cerca le tracce di colui che considera il suo gemello, John Franklin. Il temerario esploratore che scomparve insieme alle due navi, la Terror e la Erebus, tra i ghiacci artici nel 1847. È di fronte alla costa che Capitan Sottozero fa a sé stesso tre promesse: “Non cercare di essere quello che non sono. Non nuocere a me stesso per piacere agli altri. Essere libero”…

Attraverso i “sette sogni” in cui Capitan Sottozero alterna la propria anima a quella del celebre e compianto Capitano John Franklin, esploratore disperso nel 1847 durante la missione per rintracciare il Passaggio a Nord Ovest, lo scrittore William Vollmann descrive la natura selvaggia e i paesaggi glaciali dell’isola di Re Guglielmo, Pond Inlet, Resolute, Peel. Luoghi in cui la vita dei nativi Inuit ha subito grandi mutamenti con l’arrivo dei commercianti e coloni bianchi e con la diffusione delle armi da fuoco. L’uso dei fucili ha portato all’estinzione di buona parte della fauna locale, riducendo le scorte di carne fresca: caribù, foche, trichechi, senza contare l’inquinamento del mare a causa del petrolio che coinvolge il pregiato pesce salmerino. Trovano spazio nel romanzo I fucili gli aspetti più dolorosi che hanno contribuito alla corruzione della cultura Inuit (noti anche come eschimesi), la carestia, la diffusione dell’alcolismo, la brutalità della RCMP (la polizia a cavallo canadese), la deportazione delle famiglie di cui il Canada non riconosce responsabilità, la negazione degli abusi sessuali, dello sfruttamento lavorativo mai pagato, delle morti per inedia. Nella parte finale del libro Vollmann riporta le lettere che ha spedito per capire la questione, le risposte ricevute e quelle mancate, le testimonianze dei nativi sopravvissuti. Glossari completi sui termini riferiti a luoghi, oggetti e usanze. L’evoluzione dei tiri di precisione dal 1741 al 1991. Pregi e difetti dell’attrezzatura adoperata per la spedizione compiuta sulle tracce di Franklin e il sopralluogo dei siti citati. Per non dimenticare che: “essere un uomo non significa temere nulla; significa essere messi in guardia dalla paura, anziché dominati.”



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