I giardini dei dissidenti

I giardini dei dissidenti
“O la pianti di scoparti sbirri di colore o sei fuori dal Partito Comunista”. Questo è l'ultimatum che riceve Rose Zimmer dal gruppo di attivisti riunitisi nella sua cucina in una fresca serata dell'autunno del 1955. Non è una sorpresa per lei: più volte ha partecipato a riunioni del genere, capitava tutti i giorni di essere “epurato per esserti soffiato il naso o aver battuto le ciglia a intervalli sospetti”. Ma quello che Rose non riesce a credere è che adesso tocchi proprio a lei. E non solo questo teatrino si svolge nella sua cucina, ma quello che Rose non riesce a tollerare è che tutti i presenti – a parte il suo ex amante  Sol Eaglin – hanno un'età troppo giovane per essere passati “come lei attraverso i rivolgimenti intellettuali degli anni trenta, l'avvento del fascismo europeo e del Fronte Popolare”. Erano tutti bambini durante la guerra, eppure adesso pretendono di cacciarla dal partito per le sue “frequentazioni”...
La vicenda personale ed intima di Rose e sua figlia Miriam fanno da pretesto per raccontarci la storia dell'attivismo politico negli Stati Uniti; circa settanta anni, dagli anni Trenta al movimento Occupy Wall Street, dal Queens al Green Village, passando per una comune di quaccheri del New Jersey fino alla guerriglia sandinista in Nicaragua. Rose, conosciuta come la “Regina Rossa” del Queens, forte, determinata ed intransigente, comunista della prima ora e pronta sempre ad imporre le proprie convinzioni; e poi sua figlia Miriam, sognatrice e libertina, che preferisce sfuggire al controllo della madre ed inizia la propria vita libera in una comune del Green Village. Attorno a queste due donne forti e volitive gravita un microcosmo di parenti, amanti, amici e conoscenti: da Lenny, cugino di Rose, che vive un po' ai margini della società e che batte New York in lungo e in largo cercando di mettere su una squadra di baseball comunista a Cicero Lookins, figlio del poliziotto amato da Rose, diventato da adulto un professore universitario nero, obeso ed omosessuale. Il tutto in un intreccio continuo tra la Storia e la sfera privata e più intima di chi la Storia spesso la subisce; in un alternarsi di luoghi e di tempi in cui si sviluppa la vicenda di tre generazioni. Incalzante, spiazzante, accuratissimo nella ricerca storica ed anche divertente, il nuovo romanzo di Lethem – nonostante sconfitte, disillusioni e solitudini – ci lascia con un piccolo ma luminoso barlume di speranza.  

 

 

 

 
 
 
 
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