I Gillespie

I Gillespie
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Londra, maggio 1888. Harriet Baxter – una trentacinquenne solitaria e riflessiva che non ha ancora incontrato l'amore – decide di partire per Glasgow per visitare l'Esposizione Universale e distrarsi così un po' dopo aver assistito per lunghi mesi, fino alla morte, una sua anziana zia malata (“Bramavo soltanto un po' d'aria fresca e qualche svago, per lasciarmi alle spalle l'odore di serra delle corone funebri”). Giunta in Scozia, Harriet passa una piacevole settimana visitando i tanti padiglioni dell'Esposizione e facendo lunghe passeggiate nel centro di Glasgow: proprio durante una di queste camminate, in Buchanan Street, assiste al malore di una signora, accasciatasi al suolo senza respirare. Grazie alla sua conoscenza delle procedure di pronto soccorso, Harriet riesce a capire che la donna sta soffocando a causa di un qualche corpo estraneo, e tra la costernazione dei passanti estrae una dentiera dalla gola della signora, facendola rinvenire. L'indomani viene formalmente invitata in casa dei Gillespie (la famiglia della donna salvata: Elspeth Gillespie, appunto) per prendere un tè. È una dimora sobria e dignitosa, ma che mostra i segni di una situazione economica non florida e le ombre di una sottile inquietudine: la signora ci vive con il figlio Ned, pittore di buon talento ma nessuna fortuna commerciale, la figlia Mabel, la nuora Annie e le due nipoti di sette e quattro anni, Sybil e Rose. Harriet prova da subito una gran tenerezza per quella sgangherata e non del tutto amichevole famiglia, anche perché conosce e stima il lavoro di Ned, che ha incontrato qualche tempo prima a Londra, alla Grosvenor Gallery (che coincidenza!), e quindi inizia a frequentare la casa all'11 di Stanley Street. Non sospetta certo che questo la coinvolgerà in prima persona in un drammatico caso giudiziario destinato a cambiare per sempre la vita dei Gillespie e la sua...

A cinque anni di distanza dal suo folgorante esordio letterario, l'irlandese Jane Harris torna alla ribalta con un altro romanzone da 500 pagine ambientato nel XIX secolo (anche se in verità la vicenda prende il via nel 1933, quando la protagonista, ormai anziana, decide di raccontare la vicenda umana e giudiziaria che ha segnato la sua vita, e al contempo fare luce su quello che è stato a suo dire uno dei più fulgidi talenti della scena artistica britannica, tale Ned Gillespie, sconosciuto ai più). Anche in questa opera seconda la Harris punta il cannocchiale sul lato oscuro della Luna, se così si può dire, ma quanto Le osservazioni era gotico nel senso classico del termine, tanto I Gillespie è un malsano giallo psicologico che ben presto – inaspettatamente - diventa un legal thriller a tutti gli effetti: Henry James, John Grisham e Tracy Chevalier frullati insieme. Harriet Baxter è un magnifico personaggio femminile, serena e tormentata al tempo stesso com'è, sempre in bilico tra distacco zen e romanticismo struggente, indipendente e chiusa come soltanto le persone sole sanno essere, così sempre felice e infelice nel medesimo istante da risultare enigmatica, ma inesorabilmente fragile. Raffinato quanto basta da non far storcere il naso ai critici e mainstream quanto basta da puntare alle classifiche, il libro scorre via che è un piacere nonostante la mole., e non fa sprecare energie inutili ai lettori. Doppia classe A, signori.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER