I guardiani del crepuscolo

I guardiani del crepuscolo

Mosca si veste a nuovo. Alle vecchie case popolari e ai prefabbricati krusceviani a cinque piani sono subentrati gli altissimi grattacieli costruiti sulla riva del fiume Moscova, ormai simbolo della capitale. E qui, come funghi, sono nati porticcioli privati, androni abbelliti da stucchi veneziani, caffè e ristoranti, saloni di bellezza e supermercati e, naturalmente, appartamenti di due o trecento metri quadrati. “Evidentemente la nuova Russia aveva bisogno di un simbolo così, pomposo e kitsch come la massiccia catena d’oro al collo del nuovo ricco all’epoca del primo accumulo di capitale. Non era poi importante che la maggior parte degli appartamenti da tempo acquistati rimanesse vuota, che caffè e ristoranti rimanessero chiusi in attesa di tempi migliori, e che contro l’argine in cemento del fiume s’infrangessero onde sporche ed inquinate”. È in questo nuovo scenario urbano che Anton affronta non senza una certa angoscia il suo ultimo giorno di ferie. Già sta meditando sul da farsi per lasciare una casa decentemente pulita prima del rientro della moglie Svetlana e della figlia dalla villeggiatura estiva, quando riceve inaspettatamente la telefonata di Geser: “Potresti fare un salto in ufficio?”. A nulla servono le raccomandazioni di Svetlana che lo supplica di non accettare alcun incarico perché sopraffatta da “terribili presagi”. Anton si infila un paio di short, una maglietta nera e si prepara all’appuntamento con il capo...

In una Mosca moderna vestita di nuovi quartieri e cortili recintati con tanto di vigilanza privata, dietro la cui facciata patinata e scintillante si nascondono degrado e dissolutezza, si gioca l’ultimo atto della trilogia dei guardiani della quale è già in libreria il sequel Gli ultimi guardiani. Il mago Anton, ancora protagonista della vicenda, si trova qui ad affrontare la prova più difficile della sua vita; non tanto per l’impegno richiesto quanto perché mina alle fondamenta i suoi più profondi convincimenti, tutto quello che ha sempre dato per scontato, la Verità nella quale ha sempre creduto e per la quale ha sempre combattuto. Una lettera anonima che viene recapitata contemporaneamente alla Guardia del Giorno, alla Guardia della Notte e all’Inquisizione avverte che un essere umano sta per essere trasformato in un Altro. Come è possibile? Altri si nasce, non si diventa. Ed è proprio quando Anton scopre l’esistenza del Fuaran (un libro scritto secoli addietro in cui è illustrato un incantesimo per trasformare un umano in Altro) e si mette alla sua ricerca che tutte le certezze del mago della Luce iniziano ad incrinarsi. Perché tutte le fazioni questa volta concordano nel dover distruggere il Fuaran? Esiste davvero un Bene comune da preservare ad ogni costo, esistono paladini della giustizia o si tratta più semplicemente di salvaguardare poteri e privilegi consolidati nel tempo anche se questo può significare il sacrificio di esseri umani? È davvero così netta la distinzione tra Luce ed Oscurità? Ai comuni mortali non resta che resistere, barcamenarsi per cercare di sopravvivere in un mondo oscuro e decadente che appare sempre più metafora della Russia contemporanea. Non rimane che attendere, “...il cielo non fa per noi. A noi non è dato volare. E tutto ciò che possiamo fare è tentare di non cadere”.



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