I love shopping

I love shopping
Rebecca Bloomwood (per gli amici Becky o Bex) è una venticinquenne inglese che divide un appartamento con l’amica Suze a Fulham, quartiere benestante di Londra. Lavora come giornalista per una piccola rivista che si occupa di questioni economiche: “Far fortuna risparmiando” (forse ha più fascino Successful Savings, titolo della versione originale in lingua inglese). Il paradosso è che Becky, assolutamente annoiata dal proprio lavoro, non è per niente in grado di gestire le proprie finanze: la sua dipendenza ossessiva da shopping la rende totalmente incapace di controllarsi di fronte ad un negozio di abbigliamento, di accessori, di scarpe e chi più ne ha più ne metta. Decine e decine di lettere firmate da Dereck Smeath, direttore della Endwick Bank, la stanno tormentando perché il suo scoperto si allarga ogni giorno sempre di più, ma la scelta più giusta per Becky è quella di ignorarle, quasi dimenticarsene dopo aver declinato l’invito a presentarsi presso gli uffici bancari con le scuse più assurde. Ma quando la situazione comincia a farsi pesante, due soltanto sono le soluzioni possibili: la riduzione delle spese o l’aumento di guadagno. Becky tenta la prima strada con un risultato a dir poco fallimentare: i consigli del libro che sta leggendo a tal proposito non si rivelano così efficaci e quando, anziché cucinare dell’ottimo curry con poco più di un paio di sterline, si ritrova ad aver speso una fortuna in pentole ed ingredienti e a mangiare del curry un po’ troppo piccante, opta per la seconda scelta. Lunga e tortuosa sarà la strada, costellata di numerosi ostacoli ed imprevisti: licenziata da un negozio di abbigliamento per aver nascosto alla cliente un paio di pantaloni dei quali si è innamorata, prova a mandare il suo Cv ad una banca 'gonfiandolo' oltremodo e quando si trova davanti il capo della filiale che le parla solo finlandese (beh, d’altronde nel Cv ha scritto finlandese fluente) scappa alla ricerca di una via d’uscita. L’unica soluzione possibile è quella di recarsi per un po’ a casa di mamma e papà e sarà proprio lì che troverà la chiave di svolta, senza aspettarsi niente, ma battendosi per una causa che alla fine ribalterà ruoli ed equilibri iniziali…
E’ complesso dettagliare la trama di I love shopping, perché una serie continua di gag divertenti ed imprevedibili si succedono pagina dopo pagina arricchendo il plot con una moltitudine di personaggi: alcuni appaiono e scompaiono come stelle cadenti lasciando una loro scia; altri li incontriamo all’inizio per poi ritrovarli alla fine per finire a pensare al loro ruolo cruciale solo a posteriori; altri ancora diventano una costante e affiancano la nostra protagonista diventando parte in causa nella sua trasformazione: da oca sprovveduta ad donna un po’ più consapevole, seppur con i suoi limiti e le sue debolezze. Tutti coloro che popolano queste 300 pagine costruiscono una trama che si intreccia attorno alla vita della nostra shopaholic e la rendono complicata quanto basta per renderla verosimile. Indubbiamente ironico, ma anche in molte parti riflessivo, questo romanzo è diventato il simbolo per eccellenza dei chick-lit. E si sa che i luoghi comuni vogliono che siano tutti libri un po’ frivoli, superficialotti e monotematici, adatti alle teenager o a quelle donne che soffrono della sindrome di Peter Pan, ma se I love shopping ha avuto un successo planetario che ha visto ben 4 sequel più un film un motivo (o forse più di uno) dovrà pur esserci da qualche parte. Io un’idea me la sono fatta… adesso tocca a voi scoprirlo!

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