I Medici – Un uomo al potere

Firenze, 1469. Al torneo cavalleresco indetto per festeggiare le nozze di Braccio Martelli il giovane Lorenzo de’ Medici si fa onore disarcionando con abilità Pier Soderini, raccogliendo le ovazioni della folla e facendo breccia definitivamente nel cuore della stupenda Lucrezia Donati. I due giovani si amano in modo furioso e ormai evidente a tutta la città: peccato però che la madre di Lorenzo abbia scelto per lui un’altra sposa, la nobildonna romana Clarice Orsini, che garantirà ai Medici un’alleanza preziosa quando l’attuale Papa, Paolo II, a loro favorevole ma che si dice non goda di buona salute, dovrà lasciare il Soglio di Pietro. Lorenzo, nonostante la giovane età e il carattere focoso, accetta con senso di responsabilità la scelta di sua madre. Per le nozze la bella e fiera Clarice giunge scortata da cinquanta cavalieri in una Firenze vestita a festa, “tutto un susseguirsi di carri colorati, di tavole imbandite, di vessilli e stendardi recanti lo stemma dei Medici: palle rosse, armeggiate di Francia in campo oro”. A dicembre Piero de’ Medici muore e il vuoto di potere impone a Lorenzo un’altra e ancor più pesante assunzione di responsabilità: diventare il signore di Firenze. L’unica consolazione con tanti pesi sulle spalle e tante preoccupazioni gli viene dall’amicizia con Leonardo Da Vinci, un giovane e geniale artista e ingegnere che Lorenzo ha preso sotto la sua ala protettiva. Intanto Ludovico Ricci e sua madre Laura, signora di Norcia, sobillano Girolamo Riario, nipote di un cardinale che molti danno per favorito nella corsa al Papato: occorre distruggere Lorenzo e i Medici, e l’unico modo è organizzare una congiura che vede protagonista una famiglia fiorentina loro rivale, per esempio quella de’ Pazzi, tra i quali si segnala Francesco, arrogante, aggressivo e violento fino alla mania…

La trilogia blockbuster di Matteo Strukul segue passo passo la storia della famiglia fiorentina protagonista assoluta del Rinascimento: se il focus del primo volume era su Cosimo (1389-1464) in questo secondo capitolo della saga al centro della narrazione ci sono Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano, nipoti di Cosimo, e l’azione si sposta qualche decennio più avanti. La forza estetica di questi personaggi e la spettacolarità delle vicende storiche che li videro protagonisti aiuta lo scrittore patavino a partorire un romanzo roboante, color sangue e acciaio. Il ritmo è incalzante, le emozioni sono forti: c’è l’amore, c’è l’odio, c’è la morte (non a caso l’agguato dei Pazzi e dei loro sgherri a Giuliano e Lorenzo in chiesa ha ispirato nei secoli tanti artisti), c’è il sesso (tra le molte sequenze “forti” alcune addirittura torride, con incesto e sesso anale) e soprattutto c’è la ragion di Stato. Lorenzo è esaltato e oppresso dal potere allo stesso tempo: lo desidera, è convinto di meritare un destino di gloria ma al tempo stesso lo patisce, schiacciato dalla consapevolezza che quel potere gli impedisce di amare la donna che vorrebbe accanto a sé, gli fa perdere la stima di un amico caro come Leonardo, gli fa commettere nefandezze che pesano sulla sua coscienza come la strage di Volterra. Strukul rende questi tormenti tangibili, li mette al centro della narrazione “nobilitando” un action storico davvero tellurico, magnifico. Come Lorenzo.



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