I Melrose

I Melrose
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Alle sette e trenta del mattino la domestica Yvette scende per il vialetto che la porta alla casa principale: è pronta per preparare la colazione e servirla alla famiglia Melrose. David, il capofamiglia, la vede camminare. Si affaccia dalla sua finestra e comincia a parlarle. È gentile. Perfino premuroso quando si accerta che la famiglia di Yvette stia bene. Eppure la donna non sopporta più di parlare con lui. Ha una enorme quantità di biancheria pulita e dopo venti minuti le fanno male le braccia. David sorride sornione. Yvette continua a non comprendere fino a che punto sia gratificato da questa crudeltà quasi gratuita. Patrick, il figlio, è un bimbo schivo che scansa suo padre il più possibile: pare temerlo e odiarlo allo stesso tempo. La moglie è ormai totalmente soggiogata dalla personalità del marito – e dall’abuso di alcool – da non rendersi nemmeno conto di quello che accade a suo figlio… Vent’anni dopo troviamo Patrick, dipendente da qualunque sostanza stupefacente, che deve recarsi a New York a recuperare le ceneri del padre. Non sa se essere felice. Per la prima volta nella sua vita, potrebbe davvero tornare a sorridere di cuore e a smetterla con il cinismo e con il disincanto. Recuperare le ceneri di David non è impresa facile tra una dose di eroina e una bottiglia di whisky. Quando atterra nuovamente a Londra Patrick ha deciso: basta con la droga… Ancora anni dopo lo ritroviamo libero dalla dipendenza durante un estenuante party della nobiltà inglese – di cui, suo malgrado, fa parte – alla ricerca di un nuovo equilibrio, di una vita diversa da quella che ha avuto fino ad allora…

Edita da Neri Pozzi, I Melrose è la raccolta di cinque romanzi (Non importa, Cattive notizie, Speranza, Latte materno, Lieto fine) che completano la saga di una delle famiglie inglesi più celebri per i lettori. Edward St. Aubyn, classe 1960, è stato finalista al Booker Prize, vincitore del Prix Fémina, bestseller nella classifica del “Sunday Times” e del “New York Times” con i suoi romanzi. La saga dei Melrose ha il respiro di un classico, racconta l’upper class (più precisamente un’arrogante e moribonda aristocrazia inglese, avvitata intorno alle sue cerimonie e ormai in decadenza) con la precisione di Proust, l’eleganza di Mann, James e Wilde, l’ironia di Capote o Wolfe. Ci si innamora perdutamente di Patrick, della sua eterna lotta tra il dover essere un membro dell’aristocrazia e il suo odio per i riti che non comprende e che non condivide, tra il suo amore per i suoi genitori e l’odio profondo che serba per loro: suo padre, un uomo prepotente e arrogante che ha abusato di lui e sua madre troppo sbronza e sottomessa per difenderlo. Eppure Patrick li ha amati. Così profondamente da perdersi lui stesso tra droga e alcool e tentare più volte di rimettersi in piedi, costruirsi una famiglia, non pensare al passato, evitare di essere cinico e sprezzante e trovare l’empatia che sembra non aver mai amato. Decidere di leggere I Melrose potrebbe sembrare una impresa titanica vista la mole del volume (quasi mille pagine) ma… superato il primo impatto sarete letteralmente travolti dalla storia di questa famiglia tanto da non volervene mai separare. Patrick e il suo senso dell’umorismo, il suo cinismo, il malcelato dolore, diventerà quasi un amico e non riuscirete a perdervi nemmeno una riga. Edward St Aubyn ci regala un ciclo di romanzi intensi e densi, dei veri gioielli. Imperdibili.



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