I misteri di Chalk Hill

I misteri di Chalk Hill

Dover, settembre 1890. Fräulein Charlotte Pauly ha lasciato la sua terra e placato il tumulto del suo cuore. Sarà la nuova istitutrice di una bambina di otto anni, che non ha più la mamma, Emily, nella tenuta di Chalk Hill. Ha con sé eccellenti referenze e, per quanto il turbamento della sua allieva sia grande, spera di poterla aiutare a guardare avanti; com'è desiderio di Sir Andrew Clayworth, membro del Parlamento e suo datore di lavoro. Da Dover, dove è appena giunta, non le resta che attendere il treno per Dorking, nella contea del Surrey... Londra, marzo 1889. Thomas Ashdown non ha mai sentito parlare prima di allora della “Società per la ricerca psichica”. È un giornalista, un famoso critico teatrale, crede “moltissimo nella possibilità di esplorare l'animo umano, ma non ai fenomeni soprannaturali o ai fantasmi”. È scettico e, perspicacemente e oggettivamente, perciò si pensa, può contribuire con la scrittura alle ricerche del gruppo di scienziati che cerca di “smascherare ciarlatani e imbroglioni e di distinguere tra loro e i soggetti che potrebbero avere autentici poteri soprannaturali”…

Un romanzo vittoriano tessuto di misteri: su sogni e insolite visioni, tracce di soprannaturale, domande inespresse. Così, già nel risvolto di copertina, quest'opera, che è ben scritta, fa riferimento alle sue ispirazioni. Susanne Goga alimenta infatti i suoi studi, rievoca le emozioni dei classici della letteratura con le suggestioni di Jane Eyre di Charlotte Brontë e i brividi delle favole dei fratelli Grimm, e nello stesso tempo ripercorre le idee della “Società per la ricerca psichica”, dedita alla verifica del soprannaturale, sul finire dell'Ottocento. Il tema del giallo è proprio il dramma degli accadimenti ricondotti alla scomparsa di Lady Ellen Clayworth: gli strani rumori, i silenzi imposti dal vedovo, un'aggressione, la tensione della tenuta di Chalk Hill, che si manifesta nell'insonnia e nei malesseri della piccola Emily, sono in un certo senso solo la prima più chiara espressione di un pericolo che percorre l'intera vicenda. Ma pur presentito da Charlotte, un’istitutrice di classe e intelligenza, e reso esplicito dalle investigazioni condotte con il brillante giornalista del “Times” (da notare il carattere “cortese” della relazione), il colpo di scena, ossessivo e inquietante, incomincerà solo troppo tardi, dalla nobile famiglia inglese, a esser razionalizzato.



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