I morti ricordano

Tito Silla, governatore romano di Eboracum, in Britannia, sta presenziando alla crocifissione di un pitto, colpevole di aver malmenato un mercante romano che a suo dire l’aveva truffato. Accanto a Silla c’è Parta Mac Othna, ambasciatore del re pitto Bran Mak Morn: un uomo bruno e possente con occhi “di una freddezza selvaggia, come fuochi neri che bruciano attraverso metri e metri di ghiaccio” e “una fiera, innata vitalità, simile a quello di un lupo o di una pantera”. L’ambasciatore freme di rabbia per il supplizio del suo conterraneo, ma non può interromperlo né evitarlo. Il governatore romano non sa che Parta Mac Othna in realtà è il re Bran Mak Morn sotto mentite spoglie e che in lui brucia un odio spaventoso, che sta per esplodere contro gli invasori della Britannia… La faida Reynolds-McCrill è tra le più vecchie e sanguinarie del Texas. Tutto è cominciato quindici anni fa, quando in un saloon il vecchio Esau Reynolds ha “colpito a morte il giovane Braxton McCrill con il lungo coltello da caccia, durante un litigio per dei diritti di pascolo”: sono seguiti agguati, omicidi, sparatorie, furti di bestiame. John Reynolds è l’ultimo della sua famiglia in grado di combattere, gli altri sono tutti morti e ora anche lui è inseguito da cinque nemici decisi a ucciderlo ad ogni costo. È scappato nella misteriosa Valle Perduta, ma ora il suo mustang è esausto e lui si è dovuto nascondere in un boschetto. Quando i suoi inseguitori arrivano, John ne uccide uno con il penultimo proiettile che ha. I compagni adagiano il cadavere in una grotta poco lontana che ha fama di essere stregata, poi partono al galoppo credendo che Reynolds abbia proseguito la fuga. Lui invece entra nella caverna per prendere le munizioni del morto… La ragazza di Michael, la tenera Marjory, ha perso Bozo, il suo grosso gatto maltese. Di recente nel quartiere le sparizioni di gatti si susseguono e quindi Michael, non sopportando di vederla piangere, va in cerca del felino smarrito, anche se ha poche speranze di trovarlo. La vecchia casa cadente in fondo alla strada dove abita Marjory è abitata da un certo signor Stark, “un tipo solitario e riservato proveniente dalla costa orientale”. L’opinione generale è che sia uno studioso eccentrico, taciturno e ricco. Michael bussa a casa sua, scoprendo che zoppica vistosamente, che è molto colto e gentile. Mentre è da Stark, il ragazzo però sente come “uno zampettare al piano di sopra, (…) simile allo scalpiccio di un vitello, un agnello o un altro piccolo animale ungulato”…

Secondo volume che Urania dedica alla raccolta Horror Stories of Robert E. Howard (Del Rey, 2008): stavolta il materiale è stato pubblicato negli ultimi anni di vita dell’autore o postumo tra 1932 e 1976 sulle riviste “Weird Tales”, “Ariel”, “Startling Mystery Stories”, “Weirdbook”, “Magazine of Horror”, “Lost Fantasies”, “Avon Fantasy reader”, “Argosy”, “Crypt of Cthulhu”. Ventiquattro tra racconti, poesie e frammenti tra i quali vere e proprie gemme letterarie (non è nemmeno pensabile definirsi appassionati dei generi horror o fantasy senza aver mai letto rispettivamente I colombi dell’inferno o Vermi della terra, per dire) che forse, anzi sicuramente, avrebbero meritato una pubblicazione diversa da due volumi di Urania. Sia che racconti la storia di un fiero re pitto che si accoppia selvaggiamente con una laida strega affinché lei accetti di evocare immonde creature sotterranee da aizzare contro i Romani, sia che racconti la discesa agli inferi di un cowboy che scopre in una grotta una malvagia civiltà di rettili idolatri, sia che racconti l’orrore annidato in una casa abbandonata in una fitta e buia pineta dell’ArkLaTex, Howard mostra sempre una caratteristica costante: la potenza. Aboliti i mezzi toni e le sfumature, tutto è vivido, netto, cruento. Come il suo Conan che si getta nella mischia falciando nemici urlando come una belva, coperto di sangue, così il giovane Robert E. Howard – malgrado si tratti di opere della sua piena maturità artistica, va ricordato che lo scrittore texano è morto suicida a soli trent’anni – mena fendenti terribili al lettore e gli regala emozioni forti, arcaiche, profonde, ferine. Imperdibile.



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