I nerd salveranno il mondo

I nerd salveranno il mondo

Un nerd è a tutti gli effetti un essere umano come tutti gli altri. Se un alieno potrebbe intravedere in questa nuova specie dei reietti della società, a ben guardare la differenza sostanziale tra un nerd e il resto del mondo è solo la passione viscerale per alcune branche del sapere umano, dal mondo virtuale a quello fumettistico, da Star Wars alle vicende cinematografiche o su carta stampata dei supereroi. Proprio il film di George Lucas ha creato momenti di grande disagio tra le schiere di nerd provinciali che in passato non riuscivano a sentirsi parte integrante dei gruppi sociali che riunivano il resto degli adolescenti. Come convincere chi passava le serate davanti al Festivalbar ad accettare l’importanza intrinseca di personaggi come Luke Skywalker, Yoda o R2-D2? Gli ultimi anni hanno reso alla causa della nerdosità un grande servigio. Nerd è diventato improvvisamente sinonimo di affascinante. Serie televisive come The Big Bang Theory hanno sdoganato una nuova tipologia di individuo, che sarebbe riduttivo definire italianamente “secchione”. Sheldon, il protagonista di questa serie americana di successo, è un genio della fisica come di molte altre scienze, ha un amore viscerale per i fumetti e Star Trek, crea giochi di ruolo dalle regole cervellotiche ma si ritrova spesso a non comprendere il sarcasmo o altre dinamiche sociali semplici. Perché un nerd frequenta soprattutto altri nerd. Se questi poi affollano le convention o determinati raduni a base di cultura pop, meglio ancora. Tra le manifestazioni preferite, vere e proprie adunate di appartenenti di questo mondo colorato, ci sono il Comic-Con di San Diego negli Stati Uniti e Lucca Comics in Italia…

Fulvio Gatti ci tiene prima di tutto a sottolineare in questo suo libercolo la sua, di “nerditudine”. Come non potrebbe non essere nerd del resto qualcuno che ha nel suo curriculum professionale un libro su Star Wars, un programma radiofonico con ospiti ed esperti di settore o la traduzione in italiano di fumetti stranieri? Lo scrive lui stesso che a un nerd piace parlare di sé stesso, perché il suo ego è tanto grande quanto la sua conoscenza degli episodi di Doctor Who. Il lettore che può però godere di più di queste pagine è quello che questo pianeta non lo frequenta affatto. Le differenze tra le varie “tribù” di nerd sono qui ben delineate. Un carattere comune esiste e le unisce tutte, ma ovviamente la distanza geografica tende a diversificare le radici su cui poggiano i loro riferimenti culturali. Un italiano sarà legato, cuore e anima, alla produzione Bonelli, ad esempio, che ha regalato molto agli amanti del fumetto, donando le basi a numerose generazioni di nerd nostrani. Tutto cambia con una velocità incredibile a causa di quella “disruption” che coinvolge in maniera ormai sistematica il mondo tecnologico e non solo. Ma in questo sta uno dei punti forti del nerd medio, riuscire cioè a stare al passo con i tempi senza battere ciglio. Ciò che forse non convince molto sono i dialoghi tra umano e alieno all’inizio dei vari capitoli; ma questo sicuramente è legato al fatto che sono fondati su un senso dell’umorismo che chi non ha il giusto livello di “nerditudine” non può realmente apprezzare.



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