I padri di Raul

I padri di Raul
Chi l’avrebbe mai detto a Maurizio che in quel disastroso giorno in cui suo padre lo accompagnò all’asilo senza pantaloncini gli sarebbe accaduto, oltre all’umiliazione di essere preso in giro da tutti i compagni durante una partita a calcio, d’incontrare il suo migliore amico, l’Amico di tutta una vita? Che poi questo Amico sarebbe stato proprio Danilo, ovvero “il testone palla di lardo” che aizzava tutti i bambini, beh, questa poi non se la sarebbe mai immaginata. Da una scazzottata nasce, dunque, la loro amicizia. Sono così diversi loro due, Danilo audace e triste nella sua casa elegante e severa, Maurizio tranquillo e sereno nella sua famiglia “normale” in cui c’è sempre posto per il suo migliore amico. Ma al loro equilibrio serve un altro punto di riferimento: Glenda, “anima sensibile e solitaria” che “ odorava di zucchero e lavanda ed era bella come il sole”. Anche qui il primo incontro fra i tre è abbastanza insolito: come in un fotogramma surreale Maurizio e Danilo restano di sasso davanti alla ragazzina di prima elementare seduta sul water della scuola, dopo aver spalancato la porta senza pensarci troppo. Glenda, appunto, che, per altro, non si scompone per nulla. C’è già tanto in lei della ragazza fragile e spregiudicata, insicura e spavalda, spaventata e disinibita che incrocerà la sua vita con quella dei due amici negli anni successivi, per declinare l’amore e l’amicizia in modi diversi e insoliti, e tentare di ricomporre tre anime spezzate da un evento terribile e casuale in un mosaico singolare e bizzarro, come in una favola alla ricerca di un lieto fine…
Il fiorentino Marco Piermattei, alla sua prima prova di narratore, ci regala una storia fresca e vivace, capace di una ventata di novità in un panorama editoriale d’esordio sostanzialmente poco variegato. Insidioso anche il genere, una sorta di romanzo di formazione che accompagna per fasi le vite dei tre giovani protagonisti fino all’età adulta, un genere soggetto a pericolosi inciampi in banalità, situazioni scontate, sdolcinatezze mielose. Alla trama lineare e pulita fa da supporto, invece, un linguaggio levigato e privo di fronzoli piuttosto essenziale, spesso quasi straniante ed evitante, lì dove il suggerito riesce più efficace dello spiegato e descritto. Uno stile fluido e asciutto, capace però di illustrare efficacemente, al di là dei fatti, i caratteri di Danilo, Maurizio e Glenda, nei quali  ciascuno di noi riconoscerà una piccolissima parte di sé o di qualcuno che si è sentito vicino. Perché ognuno di noi ha avuto un amico del cuore e si è innamorato al di là di ogni ragionevolezza, ognuno di noi ha avuto un fardello, più o meno pesante, che s’è portato dietro per una vita intera. E ognuno di noi ci ha creduto davvero all’amicizia eterna e a quando ha detto “ per sempre”, nel tempo in cui la vita era tutta da vivere. Ma ha ragione Danilo, l’eroe romantico e “dannato” quando dice:” Il destino si riaffaccia sempre, va avanti per cicli, ti lascia in pace solo a piccoli intervalli” e, forse, c’è ben poco altro da fare. Decisamente consigliato questo libro accattivante, a cominciare dal formato maneggevole e compatto e dalla simpatica copertina, opera di Marzia Pieri. L’augurio per Piermattei, e per noi lettori, è di scriverne presto un altro all’altezza del primo.

 

 

 

 
 
 
 
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