I peccati del papa

I peccati del papa
XVIII secolo. Anne Marie D’Aube, eccentrica nobildonna romana, ha l’abitudine di passeggiare con il suo cane Anubi alle prime luci del mattino per le strade deserte, vestita da uomo per sicurezza. Durante una di queste passeggiate scopre il cadavere dissanguato di un bimbo fra le rovine dell’Aventino; è qui che la incontra il notaio Bellerofonte Castaldi, nobile veneziano investigatore per conto del Consiglio dei dieci, convocato a Roma da Benedetto XIV - che ben conosce le sue doti investigative e deve la vita al suo defunto padre Francesco – per indagare sulla scomparsa di alcuni trovatelli. La scoperta del cadaverino, che prima di morire è stato evirato, è solo l’inizio di una catena di tragici eventi. Alla morte del bimbo, che si sospetta venduto per essere castrato e diventare un cantore, si aggiunge la morte per avvelenamento del Rettore del Collegio dei Gesuiti, preceduta di poco da quella dello speziale dello stesso Collegio. Non basta il lasciapassare papale a difendere il veneziano dai tanti che cercano di ostacolare la scoperta della verità…
Ci sono i delitti, c’è un investigatore e assassini da smascherare, ma più che una saga di gialli storici (qui riunita in unico volume dopo essere stata pubblicata online a puntate) questo è un gran bell’affresco della Roma papalina, un luogo e un’epoca in cui si mescolano senza soluzione di continuità fede sincera, superstizione, dicerie, intrallazzi politici e trame criminali. Se consideriamo il tutto una metafora dei giorni nostri, troviamo conferma del fatto che una veste talare sia – ora come allora – troppo spesso un comodo alibi, un paravento dietro al quale si diventa intoccabili anche compiendo le azioni più abiette. Le descrizioni degli usi e costumi sono accurate e minuziose, e altrettanto si può dire della perizia con cui l’autore elenca i rimedi medici, reali o inerenti alla sfera della magia che fossero. Delizzos riesce a descrivere orrori e aberrazioni di quelli che poi ti fanno venire gli incubi, ma va preso atto che lo fa paradossalmente con delicatezza, alternando scene terrificanti a situazioni leggere e persino concedendo qualche spazio anche ai sentimenti, in un amalgama che rende davvero godibile la lettura.

 

 

 

 
 
 
 
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