I poteri delle tenebre

3 maggio 1890. Il giovane avvocato inglese Thomas Harker giunge a Bistrița dopo un faticoso viaggio in treno attraverso l’Europa: da Monaco a Vienna, da Vienna a Budapest, da Budapest a Klausenburg e infine nella cittadina transilvana, dove il conte Dracula – il facoltoso cliente da cui è diretto – gli ha consigliato di passare la notte alla locanda “Corona dorata” per poi il giorno successivo recarsi in carrozza a Passo Borgo, nelle cui vicinanze si trova il suo castello. Al suo arrivo a Bistrița Harker scopre con sorpresa di essere atteso: il personale della locanda lo accoglie con tutti gli onori e gli consegna una lettera del conte in persona, che gli dà il benvenuto nei Carpazi e lo informa che lo attende l’indomani “con grande trepidazione”. Nonostante sia stremato per il viaggio che ha fatto e bisognoso di riposare per quello che lo aspetta, Harker quella notte non riesce a riposare perché pare che tutti i cani della cittadina si siano dati appuntamento sotto la locanda per ululare, facendo un baccano infernale, e per giunta prima dell’alba lo sveglia il grattare di un pipistrello alla finestra della sua camera. La mattina dopo il giovane inglese scopre a colazione che il viaggio in carrozza è già stato pagato dal conte Dracula, ma quando chiede informazioni su di lui ai gestori della “Corona dorata” ottiene solo monosillabi e mentre Harker racconta dei cani e del pipistrello, l’uomo e la donna si scambiano un’occhiata furtiva e si fanno il segno della croce. In attesa della partenza, Harker passeggia per Bistrița in compagnia di un professore sassone incontrato per caso: i due si dichiarano entrambi disgustati ma anche divertiti dalle superstizioni che a quanto dimostra l’episodio avvenuto poco prima al giovane avvocato inglese sono molto radicate in quella zona, del resto persino sul conte Dracula girano strane voci, ma sono soltanto chiacchiere da popolino. Il cortese professore rivela ad Harker che Dracula appartiene ad una delle più illustri e antiche famiglie della Transilvania, stirpe di uomini coraggiosi e donne bellissime, per secoli oggetto di leggende e poesie. E che il conte è stato sposato per tre volte, ma per tre volte è rimasto vedovo. Quando l’avvocato torna alla “Corona dorata” trova la padrona in lacrime che lo scongiura di non partire: non sa che giorno è quello? È la vigilia di San Giorgio, “quando tutti gli spiriti vagano liberi”. Harker le spiega che non può rimandare la partenza, è suo dovere raggiungere un cliente così prestigioso e gentile prima possibile, e allora la donna si toglie il rosario che porta sul petto e lo mette al collo del giovane, pregandolo con voce tremante: “Fatelo per amore di vostra madre”…

L’olandese Hans Corneel de Roos è forse il massimo studioso del Dracula di Bram Stoker e ha pubblicato sul tema saggi illuminanti. Ma la più incredibile scoperta della sua carriera è arrivata nel dicembre 2013, mentre era a Reykjavík per approfondire alcuni spunti lanciati per primo da Richard Dalby nel 1986, quando l’esperto di horror aveva scoperto che la traduzione islandese del romanzo di Stoker, intitolata Makt Myrkranna, ovvero I poteri delle tenebre, aveva una prefazione clamorosamente firmata in esclusiva da Bram Stoker e pubblicata assieme alla prima puntata sul settimanale “Fjallkonan” il 13 gennaio 1900, una prefazione peraltro contenente anche affermazioni e allusioni poco chiare per non dire misteriose: vi si legge che i fatti raccontati nel romanzo sono realmente accaduti e li si collega in qualche modo ai delitti di Jack lo Squartatore. La versione islandese di Dracula fino al 2013 era comunque ritenuta semplicemente una riduzione realizzata in modo grossolano ed era nota solo per questa illustre e un po’ bizzarra prefazione, non per altro. Quando però de Roos, per cercare alcuni riscontri, ha tradotto il testo islandese, è rimasto di stucco: le differenze con l’originale sono evidentissime e numerose, ma incredibilmente nessuno se n’era mai accorto. Il viaggio di Harker (che qui si chiama Thomas e non Jonathan) in Transilvania è lungo il 63% in più che nella versione originale, mentre il resto della storia è drasticamente tagliato (del 93%!) e viene raccontato senza ricorrere alla forma epistolare o a lettere, pagine di diario, articoli di giornale come invece accade in Dracula. E soprattutto ne I poteri delle tenebre ci sono nuovi personaggi, il più incredibile dei quali è una bellissima vampira “parente stretta” di Dracula che vive con lui nel castello, “splendida come una dea, ma completamente pazza” e con la quale Harker intesse una relazione sessuale e sentimentale tradendo la fidanzata Wilma (e non Mina). Altri personaggi viceversa mancano del tutto, come per esempio Renfield, che invece nell’originale ha un ruolo essenziale. E poi nella trama fanno irruzione temi del tutto nuovi e abbastanza bizzarri: cospirazioni politiche internazionali ordite dal conte Dracula, coinvolgimento dei mostruosi vampiri agli ordini del conte nei cosiddetti “delitti del torso del Tamigi”. Cosa diavolo era successo? Forse il curatore di Makt Myrkranna Valdimar Ásmundsson, giornalista di umili origini, ha pesantemente manipolato il testo inglese di Dracula? E se sì perché? Per adattarlo al gusto islandese con un approccio che oggi definiremo pulp? Possibile che Bram Stoker accettasse una cosa del genere, addirittura legittimandola con una prefazione scritta ad hoc? Oppure Ásmundsson ha inventato anche la prefazione, per quanto appaia inverosimile? O la risposta è ancora più strana e complessa? Il bellissimo volume Carbonio ci propone il testo annotato de I poteri delle tenebre preceduto da un saggio in cui Hans Corneel de Roos racconta la sua scoperta guidandoci in un vero e proprio giallo letterario pieno di colpi di scena – peraltro a oggi ancora non cessati. A completare il quadro, una prefazione di Dacre Stoker, pronipote di Bram, e una postfazione di John Edgar Browning. Un libro che assolutamente non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato di horror, gotico, weird ma anche la cronaca di un capitolo decisivo nella storia della letteratura.



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