I quattro enigmi degli eretici

I quattro enigmi degli eretici

Di ritorno da Avignone, dove aveva svolto il ruolo di ambasciatore presso la corte papale prima di essere incarcerato, Cola di Rienzo compie un lungo rito religioso per la Pentecoste che lo deve preparare spiritualmente al suo destino. Si sente il successore del tribuno romano Tiberio Gracco e porta con sé una lastra con su scritta un’epigrafe di Vespasiano in cui si sostiene che è il popolo a concedere il potere all’imperatore, una frase pericolosa per i baroni che spadroneggiano sulla città di Roma. Lo accompagna il fiorentino Francesco Baroncelli, fedele sostenitore delle sue idee politiche, pronto a combattere con lui contro il caporione Prosco a servizio della nobiltà. Quest’ultimo con i suoi soldati si prende gioco di Cola quando questi spiega il valore della lastra in Campidoglio durante un discorso che desta l’attenzione di un popolo sottomesso, affamato a causa dello scarseggiare delle scorte di grano. In un primo scontro gli uomini del caporione sembrano avere la meglio, ma quando il protagonista impicca il nobile Martino Stefaneschi per punirlo di aver mandato il suo esercito a saccheggiare una nave piena di grano appena giunta a Roma, il popolo riconosce nel nuovo tribuno una guida e si schiera dalla sua parte. Cola assumerà l’eredità di Tiberio Gracco. Al suo fianco oltre a Baroncelli inizia a combattere Luna, una bella ragazza che pratica la magia e può parlare con i morti attraverso un teschio, da cui viene a sapere che presso la corte papale di Avignone il protagonista è stato tradito da un certo Pseudo da Gerusalemme. In un incontro nel Battistero di San Giovanni con Raimondo vescovo di Orvieto i tre compagni apprendono da quest’ultimo che sarà proprio Pseudo a informare Cola del suo destino, quando risolvendo gli enigmi posti lungo un percorso prefissato troverà lo Speculum in Aenigmate, lo specchio incastonato nella corona di Lucifero che ha riflesso e catturato l’immagine di Dio mentre pronunciava la formula per creare il Cosmo…

Armando Comi, dottore in Storia della Filosofia e studioso di movimenti ereticali, affidandosi alla sue ampie conoscenze sulle vicende politiche e religiose degli ultimi decenni che precedono l’Umanesimo, parte da una solida base storica per costruire un romanzo in cui si delinea la personalità di una delle figure più suggestive del Medioevo. Una buona parte delle informazione su Cola di Rienzo sono testimoniate dall’Anonimo Romano, come la sua ossessione per l’interpretazione dei sogni ritenuta uno strumento per predire il futuro o la devozione per la chiesa di Sant’Angelo in Peschiera, dove il protagonista per la Pentecoste del 1347 svolse il rito delle trenta messe. Sulla realtà storica documentata Comi costruisce un thriller storico in cui la magia e il mistero aleggiano costantemente sui personaggi determinando le loro scelte. Cola è sopraffatto dagli eventi soprannaturali incontrati lungo il tragitto che lo devono portare allo Speculum in Aenigmate, tanto da sottovalutare il suo obiettivo iniziale, curare il benessere del popolo romano, e non rivede la sua posizione nemmeno quando Luna gli fa notare di aver cambiato completamente atteggiamento. Sopra il protagonista operano due sette, la Fedeltà e le Ombre, la prima in rappresentanza di Dio, la seconda dell’Anticristo e malgrado in molti momenti la posizione tra le due parti di Cola non sia chiara, egli sa di far parte delle ombre, che accusano Dio di aver punito Eva solo perché attraverso la mela voleva raggiungere la conoscenza. Il Dio della Bibbia difeso dalla setta della Fedeltà è una divinità malvagia, sopra Lui e sopra il Demonio secondo la setta delle Ombre si pone un altro Dio assoluto. Il messaggio arriva al lettore attraverso un complesso gioco di simboli che l’autore si diverte pagina dopo pagina a spiegare insieme agli enigmi principali attraverso il protagonista, che dà prova di una profonda conoscenza della cultura mistica medioevale. Cola di Rienzo rappresenta il modello del rivoluzionario che, come spesso accade nella storia, si appoggia al popolo per arrivare al potere ma poi istaura un regime rigido e caratterizzato dalla guerra per difendere gli interessi personali, dimenticando gran parte delle promesse fatte ai suoi sostenitori.



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