I quattro re

I quattro re
XIX secolo. Il diciottenne Francois Girod, soldato napoleonico, è impegnato nella campagna di repressione della guerra civile in Bretagna. I ribelli monarchici, guidati dai cosiddetti 'quattro re' (il marchese e il conte di Vilhoet, il conte di La Boussac e suo figlio), tendono agguati mortali e spietati ai repubblicani, e da uno di questi agguati Girod e i suoi commilitoni si salvano solo grazie alla sagacia del Capitano Dessart, uomo dal fisico possente e scimmiesco e ufficiale dal valore indiscusso. L'ingenuo Francois scopre che molti dei suoi compagni, e tra loro Dessart (per il quale ha sviluppato un'ammirazione fortissima), amano sollazzarsi con continue e sfrenate orge omosex. Lo stupore si mescola via via all'attrazione, ma per Francois il destino ha in serbo un drammatico scherzetto...
Credo di poter affermare senza tema di smentite che il romanzo di Ferdinando Neri sia unico nel suo genere: un perfetto feuilleton d'avventura à la Dumas, avvincente e accuratissimo storicamente, che nel suo meccanismo impeccabile inserisce sequenze di pornografia gay al calor bianco lo avete mai visto? Romanzi d'avventura di ambientazione e atmosfera simili in giro ce ne sono (anche se non poi tanti altrettanto belli, diciamocelo) ma trovarne nei quali i protagonisti dopo esser scampati ad un vile agguato nemico o aver marciato fucile in spalla in oscuri boschi minacciosi si sodomizzino e si sollazzino oralmente a vicenda (non necessariamente in quest'ordine) o si abbandonino a giochi leggiadri con l'urina è francamente impresa ben più difficile. Peccato, viene da dire. Perché ce ne vorrebbero di più di libri divertenti, appassionanti, originali come I quattro re. Un diavoletto mi suggerisce: chiappa e spada. Umpf.

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