I racconti dell'età del rap

I racconti dell'età del rap
C’è un cane che invoca giustizia scrivendo al direttore del Times dopo essere stato ingiustamente screditato dalla penna del Dr. Watson, noto collaboratore di Sherlock Holmes… Un curioso esempio d’incomunicabilità sarebbe il casus belli tra Troiani e Latini… Un sergente francese, di antica e onorata tradizione, viene risucchiato nei rovelli di un nobile dilemma e di un cavillo pratico apparentemente insolubili… Anche quando il West era ancora il vecchio West mirare bene e sparare per primi non sempre era un requisito sufficiente per sopravvivere… Un ricco commerciante di granaglie offre un’ingente somma di denaro all’ingegner Eiffel, per poter ospitare nella propria tenuta di Boulogne la torre da lui progettata… A Praga – città passata alla storia per la nota defenestrazione - un cieco è alle prese con kafkiane pastoie burocratiche cercando la licenza di aprire una finestra nella propria abitazione… In una stanza del Grand Hotel Saigon un reduce della guerra del Vietnam vorrebbe che i proiettili e le ombre non finissero mai… Un’anziana donna da dieci anni vive ritirata sotto un tavolo da ristorante… Ogni pomeriggio un rispettabile commerciante dalla vetrata del bar di un paesino siciliano osserva il passìo in preda ad un’imbarazzante ossessione...
Ci sono libri per i quali è consigliabile allontanarsi dalle consuete modalità di lettura. E’ precisamente il caso di questa raccolta di ben ventidue racconti, attraverso i quali Alessio Pracanica invita il lettore a ripercorre la storia dei principali sconvolgimenti del secolo scorso, seguendo un percorso tanto strambo e irreale quanto credibile e verosimile. Il giovane autore siciliano scandaglia qui un ambito di ricerca denso e ricco di fascinosa introspezione tra le sfumature della storia e gli abissi dell’anima. Come fosse un romanzo, dove una galleria di personaggi stravaganti - ritratti in una pluralità di situazioni grottesche - si intrecciano con l’introspezione di approfondite associazioni tematiche. Una caleidoscopica frammentarietà che l’autore riesce ad assemblare attraverso una serie di collegamenti ad espliciti avvenimenti storici e di velati rimandi da un racconto all’altro. In questo suo esordio narrativo Alessio Pracanica si rivela dotato di una vibrante intelligenza creativa, abile nel delineare lo sfondo di una società posta dinanzi a cambiamenti epocali, divisa tra progresso e desiderio di conservazione. Ma soprattutto nel delineare il profilo di personaggi alle prese con un dolore atono e opaco, permeati talvolta da un senso della fine, tal altra dal desiderio di rimuovere la sofferenza attraverso un biologico desiderio di continuare ad esistere. Consegnandoci l’espressione bizzarra di un’umanità chiusa nella propria irripetibilità.

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