I racconti di padre Brown

I racconti di padre Brown
Valentin, il celebre capo della polizia di Parigi, sta andando a Londra sulle tracce dell’imprendibile ladro Flambeau. Di lui si sa solo che è altissimo ed abile nei travestimenti, tanto che riuscire ad acciuffarlo è risultato finora impossibile. Ma se il poliziotto ha deciso di recarsi nella capitale inglese, deve esserci un’ottima ragione. Per il momento a Londra c’è solo il Congresso Eucaristico, un evento religioso che Valentin, spirito laico e anticlericale, non vede troppo di buon occhio. Né vede di buon occhio il piccolo prete dall’aria goffa che ha incontrato in treno. Si chiama Padre Brown, viene dall’Essex ed è così ingenuo da dichiarare a tutti i presenti dello scompartimento che sta trasportando una preziosa croce d’argento incastonata da pietre azzurre. Intanto, una volta a Londra, Valentin si mette sulle tracce di Flambeau, anche se non ha idea di dove cercarlo. Seguendo il suo istinto decide di concentrarsi su una serie di eventi bizzarri che, di lì a poco, lo porteranno ad acciuffare il ladro. Solo a cattura avvenuta scoprirà che “gli incidenti” che lo hanno condotto verso Flambeau, erano stati causati ad arte dal piccolo prete, che non è affatto il goffo e sempliciotto curato di campagna che sembra all’apparenza… Padre Brown viene invitato a cena in Francia a casa dell’ispettore, insieme ad altri ospiti di riguardo. Un terribile omicidio avviene nel giardino della casa: un uomo decapitato giace in mezzo all’erba. La faccenda è delicatissima, non solo perché il crimine è avvenuto a casa del capo della polizia, ma soprattutto perché i presenti sono alti militari, ambasciatori e altre personalità politiche. Ancora una volta sarà l’acume di Padre Brown a srotolare l’intricata matassa, fatta di teste mozzate, gemelli truffatori e impreviste conversioni al cattolicesimo. Questa volta Flambeau non c’entra, l’attenzione va spostata direttamente sul capo della polizia… Ma Flambeau tornerà presto ad incrociare il cammino di Padre Brown. I due si ritroveranno in un prestigioso ed esclusivo ristorante dove il ladro, grazie alla sua abilità nei travestimenti, spacciandosi alternativamente da cameriere e da ospite illustre, sottrarrà posateria d’argento di grandissimo valore. Padre Brown non solo lo costringerà a riconsegnare il maltolto, ma riuscirà anche a redimere lo scaltro lestofante che, da ladro, si trasformerà in uno dei suoi più stretti e fidati collaboratori…
Un godibilissimo classico della letteratura inglese, che non ha  nulla da invidiare allo Sherlock Holmes di Conan Doyle. Rompicapi e misteri svelati non col freddo ragionamento meccanicistico o col razionalismo positivista di fine ottocento, ma grazie alla conoscenza delle fragilità e contraddizioni dell’animo umano. Padre Brown ha dalla sua la grazia di Dio e un cervello sveltissimo, che gli consentono di muoversi con agilità nei contesti più diversi, in Europa e in America. Benché sia un prete di campagna ed abbia operato in aree povere e disagiate, noi non lo vediamo mai in parrocchia, bensì impelagato con personaggi della media e alta borghesia a risolvere faccende delicate e mondane. La scrittura di Chesterton è perfetta nel renderci gli ambienti e l’acume dei ragionamenti di Padre Brown. È una scrittura avvincente e ricca, capace però di lasciar spazio anche all’ironia. I racconti si leggono piacevolmente e la loro forte matrice cattolica (Chesterton modellò il personaggio di Padre Brown sulla figura del prete che lo convertì al cattolicesimo) non sfocia mai in intenti moralistici o, peggio, di indottrinamento.

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