I riti dell'infinito

I riti dell'infinito
Il sole è ormai quasi morto, la terra coperta di ghiacci perenni. Non esistono più mari e terre, la Grande Madre del Ghiaccio ha purificato il mondo rendendolo bianco e candido, silenzioso e freddo. Letale, per chi non sa navigare nelle sterminate pianure ghiacciate e affrontare le grandi balene di terra... Una volta ero John Daker, prima che mi richiamassero indietro. O forse sono sempre stato Erekose, il campione della razza umana. Tempo e spazio si sono confusi, infranti dalla volontà del re di Necronal e della sua splendida figlia. Ed ora sono tornato in questa nuova terra, minacciata dalla guerra e dalla distruzione. Come è stato possibile? Chi sono veramente? La Buick rossa sfreccia nel deserto sollevando nugoli di sabbia. Il professore è rilassato, guida evitando con cura i cumuli di sabbia e le buche della strada. Si gode il vento e il ruggito del motore fra Los Angeles e San Francisco, nonostante il pericolo dei razziatori e soprattutto delle squadre D. Tutto sembra procedere normalmente, ma già la trasmittente richiede la sua attenzione...
Più che un'opera, una sorta di enciclopedia che illustra alla perfezione le capacità narrative ed espressive di questo grande autore inglese. La raccolta contiene tre romanzi completi in traduzione integrale: Il veliero di ghiaccio (1966), Il campione eterno (1970) e I riti dell'infinito (1971). Il filo sottile che collega le tre opere non è semplicemente l'avventura, l'esplorazione di mondi alternativi al nostro e di futuri più o meno apocalittici. Il vero tema che viene dipanato in questi romanzi, come in molti altri dello stesso autore, è l'esplorazione dello spirito umano e dei suoi misteri. La condizione umana sta al fondo di tutto: in questi romanzi, infatti, l'umanità è sempre rappresentata come vicina al collasso, all'estinzione, ma sempre disponibile a superare i suoi stessi limiti e gettare uno sguardo oltre. Spesso è proprio questa incontenibile tensione verso l'infinito a decretare la tragedia, altre volte invece questa tensione porta a un nuovo ordine e a spostare la conoscenza verso nuovi orizzonti. La narrativa di Moorcock, insomma, non sembra conoscere le mezze misure.

 

 

 

 
 
 
 

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