I romagnoli ammazzano al mercoledì

I romagnoli ammazzano al mercoledì
Ruben Fontana è un playboy nato dall’amore - se così si può definire - tra un bagnino romagnolo e una biologa svedese, o almeno questo è quanto va a raccontare in giro alle donne che attira in chat per poi turlupinarle. Stefano Guerra è un giornalista frustrato i cui pensieri avviluppati sono in continuo e frenetico movimento ma non lo portano mai da nessuna parte. Raul Chiodi è il più suonato dei pugili suonati: è stato un talento, ma la vita gli ha presentato diverse volte un conto salato, e adesso è un comodo avversario prezzolato per giovani professionisti del ring che vogliono farsi un nome. Irma è una poetessa: ha scritto una silloge, “Epifanie lesbomistiche”. Cos’hanno in comune? Vivono in Romagna e hanno trentanove anni. E poi c’è quella statistica che cita Valeria, la giovane e intraprendente collega di Stefano: i romagnoli ammazzano al mercoledì…
I milanesi di Scerbanenco se dovevano fare qualcosa di male la facevano di sabato: quando l’ossobuco cede il passo alla piadina cambia tutto, pure il giorno. Il romanzo di Davide Bacchilega è fresco e intrigante, e si legge con grande piacere. Lo scrittore trentasettenne ha uno stile molto accattivante, che ricorda quello del Cristiano Cavina (un altro romagnolo, chissà se è un caso…) di Un’ultima stagione da esordienti, cambiando quello che deve essere cambiato, naturalmente: sottile, raffinato, articolato, particolare, ironico, coerente nel suo dipanarsi lungo il percorso della storia ma allo stesso tempo decisamente vario, fluido e non banale. Bacchilega ha la capacità di caratterizzare in maniera originale ogni singola voce, creando un’armonia che funziona a dovere, come un orologio dal meccanismo ben oliato.

 

 

 

 
 
 
 
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