I sassi

I sassi
Un uomo di mezza età e una giovane donna sono seduti al tavolo in un locale di Praga. Lui è un uomo d'affari dal passato oscuro, lei una prostituta. L'uomo l'ha adescata, ma non ha voglia di consumare l'atto sessuale, è nervoso e imbarazzato e preferisce rimanere al tavolo a parlare. “Facciamo un gioco”, propone a un tratto. Carta rossa, carta nera. Per ogni carta nera estratta dal mazzo l'uomo parlerà senza sosta per dieci minuti, raccontando la sua storia. Per ogni carta rossa sarà la donna a dover parlare. 50% di probabilità. Iniziano così le storie narrate dai due protagonisti: lui coinvolto in una vecchia storia di mafia e in un furto di un pezzo unico d'antiquariato, lei orfana e precoce, dalle facoltà intellettive straordinarie e dalla carriera spianata come ricercatrice scientifica. Ma le parole corrono veloci, e i conti fatti con il passato non sono ancora finiti. Uno sgarro alla mafia, infatti, non si dimentica, neanche a distanza di vent'anni...
Ci sono libri che nascono grandi, altri che nascono per rimanere abbarbicati alla scena letteraria per un breve momento accontentandosi di una stentata contemporaneità, e altri ancora che non nascono affatto, troppo sbiaditi o limitati per ritagliarsi anche il minimo spazio nel vasto panorama editoriale italiano. Tra il brulicare di pubblicazioni di piccolo e medio calibro, finisce così che scrittori di talento come Sacha Naspini finiscano in secondo piano, e che un eccellente romanzo come I sassi passi inosservato, magari archiviato frettolosamente da lettori e addetti ai lavori alla voce "giovani pseudo-scrittori italiani giramondo, post-universitari e dalle dubbie qualità letterarie". Pur meritando un posto molto, molto più in vista. Il libro è infatti un noir esistenziale avvincente e ben scritto, ricco di suspence e di personaggi a tutto tondo, ricco di colpi di scena continui e mai ostentati. Un intreccio di trame che si legano ad arte tra varie città europee (Roma, Barcellona, Praga, Francoforte) e differenti piani temporali. Una storia di mafia, un tradimento che non si perdona, la fuga del figlio del boss alleato con un picciotto del padre e la ricerca di vendetta del Greco, il personaggio più cruento del libro, il cattivo senza scrupoli che ha in serbo la sua vendetta. La semplicità di Sacha Naspini nell'orientare vari intrecci narrativi all'interno di un unico disegno più grande è degna dei migliori thriller di fama internazionale e molte sono le domande che il lettore porta con sé nel susseguirsi della trama. Prima tra tutte: chi è l'uomo in compagnia della prostituta? Davvero difficile interrompere la lettura prima dell'ultima pagina, e anche più difficile scrivere una recensione misurando le parole per non svelare nessun colpo di scena. E lasciando al lettore il piacere di scoprire i segreti uno ad uno, lentamente e con crescente, goduriosa soddisfazione. Fino alla parola fine.

 

 

 

 
 
 
 
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