I segreti di New York

I segreti di New York
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Dopo quindici anni di progetti, incontri, viaggi e raccolte di fondi, il simbolo per antonomasia della libertà e della speranza il 21 maggio del 1885 salpa finalmente per il Nuovo Mondo… Evelyn Nesbit conosce la miseria e di una cosa è convinta, deve fare di tutto per non tornare alle stanzette sordide e alla povertà a cui lei e sua madre sono abituate. Quando le capita l’occasione di una scrittura a Broadway non se la fa certo scappare… New York ha tanto da offrire culturalmente, sono innumerevoli i musei aperti al pubblico, non di tutti è possibile conoscerne la storia che nascondono, ma la residenza fortemente voluta da Henry Clay Frick fa eccezione… Walt Whitman e Herman Melville sono due facce di una stessa medaglia, il mito americano prende forma anche grazie a chi ha raccontato, attraverso la letteratura, un Paese senza passato ma pieno di futuro… La cultura americana trae le sue origini anche dalla musica, se non è classica come quella europea ha però avuto la capacità di farsi conoscere in tutto il mondo…

Quindici storie che con New York hanno uno strettissimo legame. Corrado Augias nel suo I segreti di New York ci prende a braccetto e ci porta con sé alla scoperta della metropoli americana per antonomasia, un viaggio che trae spunto da storie che qui hanno avuto luogo. Impariamo così a conoscere la città, i suoi quartieri (Burroughs), a riconoscerne i contorni e i risvolti più nascosti grazie all’abilità di affabulatore dell’autore. Attraverso una narrazione veloce ed esaustiva, che alle volte si tinge di giallo, impariamo a conoscere anche i personaggi, alcuni molto conosciuti altri meno, che hanno chiamato “casa” la Big Apple. New York è molto più di una città, è il risultato di stratificazioni di culture, idiomi, nazionalità e persone. Molte delle storie che ci racconta Augias, come egli stesso ricorda, non sarebbero potute accadere in nessun altro posto al mondo, sono successe a New York perché la città lo ha permesso. Il viaggio metaforico del libro inizia con l’arrivo dall’Europa della Statua della Libertà, simbolo di speranza per i tantissimi migranti che hanno guardato all’America come una Terra Promessa. La fine del percorso è poi un ritorno alle origini, al Vecchio Mondo, con aneddoti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale e all’importanza che gli Stati Uniti hanno assunto nella liberazione dell’Europa.



 

 

 

 
 
 
 

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