I segreti di Parigi

I segreti di Parigi

Lungo la Senna, nei palazzi, all’ombra dei giardini la storia di Parigi – quel vento di diritti, di libertà e di arte nuova che scosse l’Europa oltre due secoli fa – vive ancora, pronta ad incontrare chi lo vuole. Corrado Augias ci indica alcuni itinerari e ci guida all’incontro. Al Musée Carnavalet, dedicato alla storia della capitale e relativamente poco conosciuto, ecco Robespierre. O meglio un documento che reca in calce le sole prime due lettere del suo nome: il giacobino, colpito da uno sparo, infatti, non ebbe tempo di terminare di scrivere la sua firma. L’autografo incompiuto costituisce il pretesto per un interessante excursus tra rivoluzione e rivoluzionari. A Monmartre, la collina in origine agreste e amena amata dagli artisti, incontriamo, tra gli altri, la sedicenne Marie Clémentine Valadon, madre di Maurice Utrillo, bambino dalla travagliata infanzia tra nonna ebete, madre distratta e biberon pieni più di vino che di latte che lo avrebbero reso perdutamente alcolizzato. Una storia umanissima e crudele insieme, tra le tante storie vere del passato, che non è mai morto tra quei vicoli e che, nel libro di Augias, si fa strada tra i negozi e i ristoranti dell’odierna Butte e la rende ancor più interessante e indimenticabile per il visitatore. E tanti altri luoghi non scontati di Parigi visitiamo nel libro: le catacombe sotto piazza Denfert-Rochereau, le tracce lasciate dalla storia sulla chiesa di Saint-Sulpice, il quartiere di Belleville in cui sono ambientati i romanzi di Pennac, la Conciergerie “anticamera del patibolo”, il caffé Procope frequentato da un Verlaine vecchio e provato e tanti altri luoghi e persone, fino alla struggente storia di Jeanne e Amedeo Modigliani…

“I luoghi, le opere d’arte, gli oggetti logorati dalla loro stessa celebrità si appiattiscono e diventano una sorta di illustrazione a due dimensioni, di figurina ... e quando un oggetto (o un luogo) diventa una figurina, non fa molta differenza guardarne la riproduzione in televisione o l’originale nella realtà”, afferma Corrado Augias nell’introduzione al volume. Che fare, allora? Si può e si deve ricorrere a “informazioni supplementari”, riferimenti storici, nomi e anime di protagonisti, significati di ornamenti, decorazioni, monumenti. Coerentemente con questo assunto, leggiamo in questo libro di una Parigi viva e palpitante, ben diversa dalla ville lumière in cartolina delle visite frettolose. I segreti di Parigi, uscito in prima edizione nel 1996, va oltre i boulevards e le loro facciate eleganti, oltre le piazze immense e le vetrine ammiccanti. Fruga nelle strade e anche nei vicoli poveri e oscuri, indaga nei musei e nei frammenti di storia e di storie non sempre note al turista e al viaggiatore, per quanto egli possa amare ed essere attratto dalla capitale francese. Non è un saggio storico né una guida turistica, questo libro di Augias (che trascorre a Parigi alcuni mesi dell’anno) o forse è un poco di entrambi, arricchito da scorci e narrazioni dal piglio quasi romazesco. È un’opera che può essere considerata libro di viaggio, nel solco della illustre tradizione che ci riporta alla mente London, Sterne, Chatwin. È un libro che aiuta a vedere, a conoscere, a capire viaggiando nello spazio ma anche nel tempo. Facendo tesoro di una rigorosa documentazione storica, guidato da curiosità e intelligenza, Augias ci offre un itinerario tanto interessante quanto attento agli aspetti umani e ai fatti dimenticati della storia, dell’arte e della musica che la città offre. Ciascun capitolo svela un “segreto”, narrando fatti eroici, illustri e tragici, ma anche comici, sentimentali, macabri e perfino erotici, tutti elementi che hanno fatto di Parigi una città fondamentale per la storia d’Europa, ma anche un luogo di inesausta attrattiva turistica. E non si può dar torto all’autore quando afferma di continuare a pensare che “quei cinquemila ettari del mondo, come disse una volta Jean Giraudoux, dove si è più pensato, più parlato, più scritto, cioè Parigi, siano ancora la vera capitale dell’Europa. E non è poco”.



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