I vangeli apocrifi

I vangeli apocrifi

Apocrifi (dal greco “nascondere”, “celare”): così sono stati per secoli indicati quei testi prodotti nei primi due secoli dell’era volgare che, progressivamente osteggiati e banditi dalla Chiesa poiché considerati eretici, continuarono ad essere riprodotti e a circolare, appunto, di nascosto. Lungo e interessante è il percorso di formazione del canone ortodosso delle Sacre Scritture e della sostituzione della trasmissione orale, viva e autorevole almeno fino alla metà del II secolo, con quella scritta; così come variegata risulta l’espressione di tutte quelle diramazioni di sette e versioni divergenti che si generarono attorno al cristianesimo delle origini, di cui proprio gli scritti apocrifi costituiscono una fondamentale testimonianza. Vangeli, Atti, Lettere e Apocalissi compongono la letteratura apocrifa, tornata alla luce solo in epoca recente, “talvolta noiosa da leggere e spesso ardua da capire” ma essenziale per dare collocazione e dignità a storie che hanno da sempre stimolato l’interesse popolare e offerto feconde suggestioni ad un più vasto immaginario letterario e pittorico. Ecco dunque il Vangelo di Pietro, rinvenuto in Egitto nella seconda metà dell’Ottocento, che mette in scena le ultime tappe della Passione, punta il dito contro i Giudei e sostituisce Erode al Pilato che, secondo la versione canonica, condusse il processo; gli affascinanti Vangeli dell’infanzia, che riportano la storia di una giovanissima Maria e gli atti miracolosi – nonché i castighi a volte terribili – del Gesù infante; ancora, i Vangeli di Giuda il traditore e di Maria Maddalena, la più amata dal Cristo…

Gianluca Cogoni, laureato in Lettere, attualmente studioso in Scienze bibliche e teologiche e insegnante di scuola secondaria, che per Arkadia ha già due pubblicazioni all’attivo – La vita quotidiana nell’antica Roma e Il monachesimo. Dalle origini a Benedetto da Norcia – torna con un densissimo saggio dedicato ad una letteratura che sempre ha fatto parlare di sé, ma di cui in realtà la maggior parte di noi conosce, spesso inconsapevolmente, ciò che di essa è stato restituito dalla tradizione popolare e dal riuso artistico. Per quest’ultimo, basti pensare al celebre concept album La buona novella di Fabrizio de André, che traeva le sue suggestioni dal Protovangelo di Giacomo e dal Vangelo arabo dell’infanzia. E come dimenticare le speculazioni di Dan Brown sul rapporto tra Gesù e Maria Maddalena ne Il codice da Vinci, basato proprio su alcuni passi dell’apocrifo Vangelo di Maria, la “compagna” prediletta che Cristo, si legge in quel testo, “baciò più volte sulla bocca”. Non è questa cornice pop, tuttavia, ad animare il saggio di Cogoni, che con rigore scientifico dà conto della trasmissione dei testi apocrifi, dei contenuti e delle dottrine che essi veicolano, introduce concetti complessi come l’onnipresente gnosticismo e il docetismo (la negazione della natura umana e corporea del Cristo, ndr), inquadrandoli storicamente e rilevando, in parallelo, le spesso convolute vicende e i traffici non di rado illeciti che hanno fatto passare i preziosi documenti di mano in mano, spesso rovinandoli irrimediabilmente – come accaduto ad alcuni manoscritti rinvenuti tra il 1945 e 1946 a Nag Hammadi. La puntualità accademica di Cogoni, sostenuta da un consistente apparato di note, può risultare a tratti pesante e difficile da “navigare” per chi non fosse già abituato a frequentare un certo tipo di saggistica. Utile è in questo senso che l’autore fornisca in partenza una spiegazione più ampia sulla terminologia di base – da apocrifo, appunto, al termine vangelo, non più “buona notizia” come nell’etimo greco, ma più specificatamente una raccolta di detti ed episodi della vita di Gesù “inseriti in una cornice narrativa”; dalla distinzione tra testi ispirati ed eretici a quella tra scritti essoterici ed esoterici –, una pratica tabella per la corretta lettura dei caratteri greci e tantissime citazioni letterali dai testi affrontati, che più di tutto possono far entrare il lettore consapevole nelle pagine spesso ostiche della letteratura apocrifa.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER