I viaggi di Daniel Ascher

I viaggi di Daniel Ascher

Parigi, 1999. Helene, studentessa di Archeologia, si trasferisce nella mansarda che il prozio Daniel le ha messo a disposizione nello stesso palazzo in cui lui abita. Dalla finestrella sopra il letto si vede la punta della Torre Eiffel. Il prozio Daniel, fratello di sua nonna, è lo strano di famiglia: profugo ebreo adottato durante la guerra, amatissimo ma al tempo stesso mai veramente integrato, si guadagna da vivere scrivendo libri d’avventura per ragazzi con lo pseudonimo H. R. Sanders e gira il mondo a caccia delle più curiose e imprevedibili avventure. Helene ricorda che il prozio tornava a casa poche volte l’anno, a Natale o per chissà quale ricorrenza, e che sedeva sempre al tavolo dei bambini: parlare con loro gli veniva più facile. Helene non ha mai letto i suoi libri. Ci ha provato, una volta, ma quando il protagonista è stato quasi divorato da un’anaconda ha deciso che era troppo. Guillaume, il suo più-o-meno-ragazzo, invece li ha adorati, ne ricorda ogni parola, e non gli sembra vero di poter essere presentato all’autore. Il muro di riservatezza fra Helene e Daniel inizia così a rompersi: l’uomo la accompagna in giro per la città, al ristorante e al mercatino delle pulci, dove tutti lo chiamano per nome, e dove i più anziani ricordano bene i suoi genitori, lo studio fotografico del padre, e quel giorno in cui i tedeschi li vennero a prendere...

Chi non ha sognato, almeno una volta, di vivere un'avventura? Partire zaino in spalla per la Mauritania, la Guyana Francese o la Micronesia, camminare nei boschi con l’acqua alle caviglie, cacciare via il veleno di vipera a suon di succhia-e-sputa, vedere com’è fatto dal vivo un alligatore, o un orso bruno. Daniel Ascher sembra aver fatto tutte queste cose e anche di più, è diventato ricco e famoso scrivendo di avventure, e vive in un palazzo da cui si vede la Torre Eiffel. Chi legge questo romanzo non può che fremere all'idea di imbracciare lo zaino e partire, o di riesumare la macchina da scrivere e sfornare il primo bestseller, in entrambi i casi si va da qualche parte lasciandosi trascinare dall’ignoto. Helene, invece, è il personaggio che ci riporta con i piedi per terra: analizza la vita dello zio con il piglio minuzioso della scienziata, la fantasia non le basta, lei vuole risposte. Ci aiuta così a ricordare che le avventure, che siano vissute o scritte o entrambe le cose, a volte possono essere un espediente per fuggire da ricordi dolorosi, da un passato che non abbandona, sperando che prima o poi quel passato si perda lungo una liana, o in fondo a un lago. I viaggi di Daniel Ascher è un saliscendi fra la testa sulle nuvole e i piedi per terra, un saliscendi armonico e commovente che vale la pena di essere percorso.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER