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Ogni barbiere che si rispetti è un gran chiacchierone, perfino nella tranquilla e silenziosa cittadina di Lone Pine, profondo Minnesota. Frank desidera semplicemente un taglio di capelli, eppure il simpatico barbiere insiste nei suoi sproloqui politici. Ma che vogliono questi pellerossa? Pretendono di far pagare dazi e gabelle per pescare o cacciare nella loro terra. Pretendono che quella sia la loro terra, si fanno chiamare "nativi americani", adesso. E che diavolo ci facevano con quella terra prima dell'uomo bianco? Nulla. Era terra sprecata, un vero delitto sarebbe stato lasciarla a loro. Qualcuno in fondo alla strada rimane seduto sotto un portico, su una cassa di chiodi, a fissare l'orizzonte immobile. Qualcun'altro si prepara a pescare le trote nel ruscello, accanto alla gora del mulino. Frank si chiede quando finirà la tiritera del vecchio reazionario sui nativi americani e... Chi è che urla a quel modo? Che fa tutta quella gente in strada? Il barbiere afferra il fucile e schizza fuori...
Stavolta tocca al grande Clifford D. Simak di essere ristampato. Si tratta di uno degli ultimi romanzi del grande maestro, pubblicato nel 1980 e tradotto per la prima volta in Italia nel 1987. A differenza di altri romanzi, qui Simak accantona la tematica della fratellanza universale fra le forme di vita, pur diversissime, che popolano l'universo. È davvero possibile la comunicazione e la cooperazione fra umani e alieni? È davvero positivo il contatto con le razze aliene? Non sempre e non comunque, sembra rispondere in questo libro che si legge tutto d'un fiato. Asciutto ma mai troppo stringato, mai frettoloso o superficiale, Simak ci consegna un ritratto n-dimensionale del fenomeno dei contatti ravvicinati del terzo tipo. Un affresco in cui le figure escono dall'opera per assumere una dimensione reale e quotidiana e dove si perde l'idea stessa di protagonista. Tutti, anche i personaggi più insignificanti, sono protagonisti veri. Così veri che davvero ti aspetti di incontrarli per strada, eppure unici nella loro irripetibile personalità. La vicenda, quindi, assume i contorni dell'universalità attraverso la somma dei punti di vista e delle esperienze personali al cospetto dell'inconoscibile.

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