I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre?

I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre?
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Fort Ord, California. Thomas ha rapito l’astronauta Kev Paciorek e l’ha portato nella base militare abbandonata. “Non voglio farti del male” ha chiarito subito, “voglio solo parlare.” L’ha incatenato a un grosso palo e gli ha chiesto: “A che punto sei con la tua vita?”. Lui e Kev si erano incontrati per la prima volta al college, quando Paciorek faceva l’assistente al corso d’ingegneria aerospaziale e già si capiva che era più ambizioso. Infatti poco dopo è stato accettato al MIT, è entrato in Marina e ha coronato il sogno di sempre: diventare astronauta. Una vita esemplare, secondo Thomas: “Tutto quello che dicevi di voler fare, lo facevi. Era incredibile. Sei stata l’unica promessa mantenuta che abbia mai conosciuto in tutta la mia vita”. Solo che Kev Paciorek è arrivato al traguardo troppo tardi, quando la NASA aveva ormai deciso di interrompere le missioni spaziali con essere umani a bordo. Thomas lo interroga: “Abbiamo appena speso cinquemila miliardi di dollari in guerre inutili. Avremmo potuto usarli per la luna. O per Marte. O per lo Shuttle. O per qualcosa che ci esaltasse in qualche cazzo d’altro modo. Da quant’è che non facciamo qualcosa che riesca a esaltare qualcuno?” Ben presto però si rende conto che Kev non può rispondere a tutte le domande che ha in mente – vorrebbe sapere, tra l’altro, quel che è successo al suo amico Don, o cosa accadeva durante i “matematica party” organizzati dall’insegnante delle medie. Così, armato di cloroformio, va a rapire un ex membro del Congresso. E già pensa al prossimo ostaggio...

I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre? è un romanzo-dialogo. La formula è sempre la stessa: il protagonista, Thomas, rivolge alcune domande a un prigioniero e quello risponde. Niente didascalie. Niente descrizioni. Per distinguere un personaggio dall’altro Dave Eggers ha inserito idiosincrasie linguistiche e difetti di pronuncia e malgrado alcuni di questi stratagemmi siano probabilmente intraducibili, anche i personaggi dell’edizione italiana si riconoscono a seconda della loro parlata: il linguaggio del politico è spesso formale, l’astronauta cambia tono a seconda di ciò che vuole ottenere, un altro ostaggio infila parole lunghe e complesse in mezzo a espressioni colloquiali e così via. In un’intervista a “McSweeney’s” – la celebre rivista letteraria e anche casa editrice fondata da Eggers – l’autore ha detto che riuscire a definire lo sfondo, dare indicazioni sull’ora del giorno e sulle condizioni atmosferiche senza mai uscire dai confini del dialogo è stata la sfida “che ha plasmato il modo nel quale è scritto il libro”. Sotto questa veste così elaborata, però, a volte lo scheletro scricchiola: Thomas non sempre argomenta le sue tesi in modo approfondito (per quale motivo il valore scientifico di una missione spaziale con astronauti sarebbe più alto di una con i rover?) e i momenti più intensi e credibili li regala solo quando affronta questioni più intime, come il rapporto con sua madre.



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