Il 42° parallelo

Il 42° parallelo
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Fainy McCreary ne ha fatti di lavori, a cominciare dall'età di due anni quando sfrecciava lungo le piccole strade piene di fango della piccola cittadina di Middletown, tra le baracche di legno e l'odore del sapone di balena per andare a fare le compere per conto della madre. Poi suo padre ha perso il lavoro e Fainy è andato con suo zio Tim a Chicago: in questo modo la famiglia avrebbe avuto una bocca in meno da sfamare e Fainy, ormai diciassettenne, avrebbe imparato il mestiere di suo zio, il tipografo. Ma fare un lavoro del genere in una grande città nei primi anni del XX secolo non è facile, specie se tuo zio è un socialista. Fainy si ritrova a stampare e a distribuire volantini anticapitalistici e qualche volta se la vede brutta persino con gli sbirri. Finché l'attività di zio Tim viene scoperta, la tipografia chiude e Fainy rimane senza quattrini. Un giorno, sfogliando il giornale, legge un annuncio: “Cercasi giovane sveglio ambiz. Gusto letter. Conoscenza di tipogr. ed editor. Vendite e distrib. Facili proposta 15 dollari settim. ”. Qualche giorno dopo il dottor Bingham, un signore grasso dal portamento nobile, capace di recitare Shakespeare a memoria e di non pagare lo stipendio per intere settimane, assume Fainy nella “Compagnia Letteraria Ricerca e Diffusione Verità” che ha il nobile scopo di diffondere la cultura attraverso la vendita di libri, opuscoli e libercoli di ogni genere (dai Salmi ai racconti erotici), in tutti i gloriosi Stati Uniti d'America. Partenza prevista: oggi stesso...
Il 42° parallelo della carta geografica divide lo stato di New York dalla Pennsylvania, poi - procedendo verso il Pacifico - questa linea immaginaria corre toccando il Michigan, l'Illinois, l'Iowa, il Nebraska, il Wyoming, arrivando a segnare il confine tra Idaho e Oregon, e infine tra Utah, Nevada e l'estremo stato della California. Il libro di John Dos Passos, proprio come il parallelo numero 42, traccia l'affresco corale dell'America all'inizio del XX secolo. Si parte dai primi anni del Novecento fino ad arrivare all'entrata degli Stati Uniti nella Prima Guerra mondiale nel 1917.  La storia con la S maiuscola è raccontata principalmente attraverso le vicende di quattro personaggi: oltre al tipografo socialista Mac ci sono l'uomo d'affari J. Ward Moorehouse, la giovane stenografa Janey e la donna in carriera Eleonor Stoddard. Quattro tipi di americano molto differenti tra di loro, ognuno rappresentate una fetta di società, le cui storie saranno destinate a incrociarsi in maniera più o meno stretta. Nel libro, oltre ad intrecciarsi le quattro vicende, si alternano le parti intitolate Cine-giornale, dove Dos Passos fa un collage di canzoni, articoli di giornali e annunci radiofonici di quel periodo; quelle chiamate Occhio Fotografico dove, senza l'ausilio della punteggiatura, come in un flusso di coscienza, la voce dell'autore (forse) descrive brevi impressioni o episodi personali; e quelle dove si raccontano gli episodi salienti di alcuni grandi personalità americane, come Edison o Luther Burbank. Il romanzo, uscito nel 1930 (e tradotto quattro anni dopo in Italia da Cesare Pavese), compone la prima parte della Trilogia USA che prosegue con 1919 e Un mucchio di quattrini, e ha influenzato la letteratura moderna (almeno quella occidentale) tanto quanto i libri di Hemingway. Ma se quest'ultimo l'ha fatto con trame essenziali e una prosa asciutta e diretta, Dos Passos l'ha fatto con uno stile sperimentale che anticipa le scritture postmoderne del secondo novecento.  La complessità della narrazione e della struttura riflette la realtà rilucente e roboante di quell'America positivista di inizio secolo, in particolare le parti chiamate Cine-giornale, dove i ritagli di giornale e i servizi radiofonici annunciano, come i ragazzi strilloni delle grandi città, la rivoluzione russa oltre oceano o l'affondamento del Titanic. E' proprio questa immagine, forse, la più adatta a descrivere l'America di Jon Dos Passos: l'entusiasmo per la partenza della nave da crociera più grande del mondo che si tramuta in incredulità e sgomento di fronte all'affondamento. Una parabola rintracciabile nei primi capitoli del libro, nei quali il giovane Mac si muove in un paese allegro e scanzonato, in un paesaggio dove ci sembra di scorgere le figure di Tom Sawyer e di Huckleberry, fino all'ultimo capitolo dove appare per la prima volta un personaggio che si chiama Charley Anderson ma che, per età anagrafica e spensieratezza, ricorda il Mac delle prime pagine, ma a differenza di quest'ultimo lui si trova su una nave diretta a fare la guerra nella vecchia Europa: l'evento che, come lo schianto su un iceberg, sveglierà gli Stati Uniti e il mondo interno dall'ubriacatura di inizio secolo.

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