Il bacio della bielorussa

Il bacio della bielorussa

Sembra una serata come tante nel tranquillo commissariato di Utrecht. L’ispettore John Paul van den Bovenkamp è alle prese più con le sue beghe familiari – una ex moglie da combattere, un figlio da riuscire a vedere nei ritagli di tempo e una collega e amante, Eeva, sposata ed ex lapdancer del “Malizia topless bar” di Amsterdam – che con terribili casi di “nera” da affrontare. Quando il sergente De Groot lo avvisa però che nel canale Maliesingel è stato trovato il corpo di un uomo da una draga in servizio nella zona, van den Bovenkamp comprende subito che quella quiete è destinata presto a scomparire. L’uomo è irriconoscibile per il troppo tempo trascorso in acqua e quindi impossibile da identificare, ma ha un foro di proiettile dritto sul cuore e una cintura da sub con una zavorra di venti chili allacciata. Mentre l’ispettore e il suo staff brancolano nel buio in maniera inversamente proporzionale alle pressioni della stampa e del ministero, dallo stesso canale emerge un altro cadavere, nelle stesse identiche condizioni del primo ma con una medaglietta di Padre Pio al collo. Dalla lista degli scomparsi emergono presto però i nomi di due italiani, i fratelli Colavecchio, che alloggiavano in un hotel della zona e che senza preavviso non erano più tornati alle loro stanze. Gli uomini, titolari di un’agenzia investigativa in Italia, pare stessero spiando gli spostamenti dei deputati palermitani Antonello Cardinale e Gianluigi Sanfilippo e della bellissima e misteriosa bielorussa Ludmilla Zamiatenko...

Crimine, mistero, mafie internazionali, sesso, potere, umanità viziata e corrotta. Tutto questo e molto altro è questo ottimo e nerissimo thriller dello scrittore palermitano – e ricercatore fisico – Antonio Pagliaro. Spostando la narrazione su vari livelli – dalla terza persona della prima parte alla prima con cui fa parlare il killer Franz La Fata, dall’Olanda all’Italia, al Lussemburgo le location del romanzo – Pagliaro dà l’illusione di sciogliere nodi che al contrario sembrano sempre più infittirsi e attorcigliarsi col passare del tempo. Minuzioso e misurato nella scrittura, l’autore coinvolge il lettore in questo spaventoso gioco di scatole cinesi in cui corrotti e corruttori, mafiosi e politici, buoni e cattivi, bene e male sembrano fondersi tutti nella stessa melma di umanità decadente e decaduta. Pagliaro - come già nei suoi precedenti lavori - infatti non indica salvezze, non ammicca, non cerca facili scorciatoie, non giudica, non consola: semplicemente mette lo spettatore in prima fila ad osservare. A lui poi l’ardua sentenza!



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER